23 febbraio 2012 / 12:12 / 6 anni fa

Btp in calo, mercato si posiziona in vista aste Italia fine mese

MILANO (Reuters) - Btp in lieve calo in una mattinata ancora interlocutoria, dopo il rally dei giorni scorsi arrivato con il via libera al secondo piano di aiuti alla Grecia.

L‘Italia d‘altra parte si avvicina alla tornata d‘aste di fine mese, che inizierà domani per concludersi martedì prossimo con i collocamenti a medio lungo termine.

“Più che prese di profitto direi che c‘è qualche riduzione delle posizioni sull‘Italia in vista delle aste” commenta il trader di una banca milanese.

Domani il Tesoro mette in asta tra 2 e 3 miliardi di euro di Ctz gennaio 2014 e 1-1,5 miliardi complessivi di indicizzati sulle scadenze settembre 2016 e settembre 2019. Lunedì sarà la volta dei Bot, con 8,75 miliardi di semestrali più altri 3,25 miliardi di ‘flessibili’ a 295 giorni. Oggi a mercati chiusi il Tesoro comunicherà i dettagli delle aste a medio-lungo termine di martedì prossimo.

“Onestamente non credo che ci saranno problemi sulle aste a breve, mentre ovviamente sul medio-lungo il mercato si muove con maggiore cautela visto l‘importo assai consistente” prosegue il trader, che ipotizza un range d‘offerta di 3-3,75 miliardi per il possibile lancio del nuovo Btp decennale (settembre 2022) e di 2-3 miliardi per la riapertura del quinquennale.

“C‘è anche la possibilità che in questo giro arrivi il Ccteu, non sono così convinto, ma in ogni caso dubito che l‘offerta supererà il miliardo” aggiunge il trader.

In un report dei giorni scorsi Intesa Sanpaolo stima un‘offerta attorno ai 4,5 miliardi per la scadenza decennale - ipotizzando anch‘essa il lancio del nuovo benchmark - e attorno ai 2,5 miliardi per il cinque anni.

A fine mattinata, su piattaforma Tradeweb, lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali si colloca a 365 punti base, una manciata di punti sopra i 359 della chiusura di ieri. Martedì mattina lo spread era sceso fino a 338, minimo dallo scorso 8 settembre.

“C‘è anche tutto l‘aspetto dell‘economia, che in questo momento spinge il Bund” sottolinea un secondo operatore.

Dopo le indicazioni delundenti giunte ieri dai Pmi europei, oggi prezzi petroliferi ai massimi da nove mesi continuano ad alimentare i timori relativi alle prospettive dell‘economia e, in particolare, i dubbi di chi non ritiene la Grecia in grado di rispettare gli impegni di risanamento presi nell‘ambito dell‘accordo di bailout. Un indice Ifo migliore delle attese, questa mattina, non è riuscito a mitigare questo umore di pessimismo economico prevalente sul mercato [ID:nL5E8DN2YZ].

Intanto, si è riportato sul 3% il rendimento sulla scadenza biennale italiana, soglia che era stata superata al ribasso nella prima parte della settimana.

“Il tratto breve lo vedo sostanzialmente arrivato, ci potrebbe essere ancora un piccolo margine di discesa dei rendimenti, ma bisognerà aspettare il finanziamento triennale della Bce” afferma l‘operatore. “Scavalcato aprile, la situazione torna piuttosto tranquilla per l‘Itlaia sul fronte del funding: a quel punto potrebbe esserci un rilassamento del tratto decennale, con un rendimento che scende verso il 5% e una curva che va dunque ad appiattirsi”.

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