22 febbraio 2012 / 08:26 / tra 6 anni

Borsa Milano in calo, spread in zona 360 pb, euro stabile

MILANO (Reuters) - Seduta di correzione a Piazza Affari che chiude in ribasso insieme alle altre borse europee sui timori sulla capacità della Grecia di implementare le severe misure di austerità concordate.

L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Il mercato coglie l‘occasione anche dei deboli dati macro odierni della zona euro per realizzare gli ultimi profitti anche alla luce del ritracciamento di Wall Street.

Nel mese di febbraio, infatti, l‘attività del settore dei servizi nella zona euro ha subito un‘inattesa contrazione (indice in calo a 49,7 da 50,4 di gennaio, sotto le attese di 50,6) ravvivando i rischi che l‘economia della valuta unica stia scivolando verso una recessione.

L‘indice FTSE Mib termina in calo dello 0,92% sotto quota 16.600 punti, mentre l‘Allshare perde lo 0,71%. Volumi per circa 1,9 miliardi di euro.

Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 chiude a -0,7%, mentre tra le singole piazze Francoforte chiude in ribasso dello 0,9%, Parigi dello 0,5% e Londra dello 0,2%.

Borsa Usa in frazionale calo dopo che dati incoraggianti sul settore immobiliare hanno in parte placato le preoccupazioni su numeri macro deboli giunti dalla zona euro.

Intorno alle 18,30 lo Standard & Poor’s 500 è in calo dello 0,38%, mentre il Dow Jones perde lo 0,31% e il Nasdaq cede lo 0,53%.

Chiusura in negativo per i Btp, dopo l‘ok di ieri al nuovo piano di aiuti alla Grecia e in attesa della tornata d‘aste italiane di fine mese in calendario tra venerdì e martedì prossimi.

Sul debito periferico hanno prevalso le prese di profitto dopo il rally dei giorni scorsi che ha portato nell‘ultima seduta lo spread Italia/Germania ai minimi dallo scorso 8 settembre.

Lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali, alle 18,30, si attesta a 363 punti base su piattaforma Tradeweb, dai 347 della di ieri pomeriggio. Ieri mattina era sceso fino a 338 punti base.

Euro sostanzialmente invariato nei confronti del dollaro, anche per via della riflessione a posteriori su significato e implicazioni dell‘accordo raggiunto per l‘erogazione del secondo pacchetto degli aiuti internazionali ad Atene.

Il biglietto verde, invece, continua ad essere forte sullo yen, sceso al minimo da sette mesi. Il cross del dollaro/yen ha toccato sugli schermi Reuters un massimo di 80,37, record da luglio dell‘anno scorso, a un soffio dalla resistenza di 80,40.

Alle 18,30 italiane la moneta unica vale invece 1,3245, poco sopra l‘ultima chiusura a 1,3234.

Il prezzo del Brent è salito ai massimi da nove mesi, sfondando anche quota 123 dollari, sulla scia delle tensioni sull‘Iran e delle preoccupazioni relative alle forniture che hanno oscurato i segnali di debolezza economica arrivati dalla Cina e dell‘Europa.

Intorno alle 18,30 il derivato sul Brent con scadenza ad aprile guadagna un dollaro a 122,66 dollari il barile, dopo aver chiuso ieri a 121,66 dollari, livello più alto da maggio, mentre il greggio Usa perde 47 centesimi a 105,78. Il contratto a marzo, scaduto ieri, è stato regolato a 105,84 dollari il barile, ai massimi dal maggio scorso.

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