15 febbraio 2012 / 09:14 / 6 anni fa

Italia in recessione con Pil trim4 negativo, inizio 2012 in salita

di Giulio Piovaccari

Un venditore do frutta mostra alcuni centesimi di euro in un mercato a Roma, 5 agosto 2011. REUTERS/Tony Gentile

MILANO/ROMA (Reuters) - L‘economia italiana è in recessione tecnica e la conferma ufficiale è giunta questa mattina dai dati preliminari dell‘Istat sul Pil nazionale del quarto trimestre, sceso su base congiunturale dello 0,7% dopo il -0,2% registrato nel terzo.

In un comunicato l‘Istat spiega che ”il risultato congiunturale complessivo è la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l‘agricoltura, negative per l‘industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi.

Le stime degli economisti, raccolte da Reuters, indicavano una flessione leggermente più contenuta, pari allo 0,5%.

“Il dato è un po’ peggiore delle nostre attese, ma guardando agli indicatori di confidence, soprattutto i Pmi, un rischio al ribasso sulle stime c‘era ed era coerente con il -0,7% che abbiamo visto” commenta l‘economista di Barclays Capital Fabio Fois.

Su base tendenziale il quarto trimestre ha visto una contrazione del Pil dello 0,5%, dopo il +0,2% del terzo, su attese per un -0,3%.

“Nel dettaglio è probabile che ci sia stata una crescita negativa della componente di domanda domestica” prosegue Fois, mentre secondo l‘economista di Unicredit Chiara Corsa “resta l‘idea di fondo di una contrazione di tutte le componenti, sia in termini di domanda interna, sia di domanda estera”.

Secondo i dati Istat, l‘Italia chiude il 2011 con un tasso di crescita dell‘economia pari allo 0,4% (dato destagionalizzato e corretto per i giorni lavorativi) a fronte del +1,4% registrato nel 2010. L‘ultima stima ufficiale del governo, risalente all‘8 dicembre, indicava una crescita del Pil 2011 pari allo 0,6% (espressa tuttavia in termini grezzi).

L‘istituto di statistica ha inoltre comunicato che la crescita acquisita per il 2012 è pari ad un -0,6%. Il governo stima per l‘esercizio in corso una contrazione pari allo 0,4% (sempre in termini di dati grezzi), mentre il consensus dei previsori è in area -1,5%.

ITALIA PEGGIO DI EUROPA, CRESCITA INATTESA PER FRANCIA

Oltre all‘entrata in recessione tecnica, i dati di oggi confermano un ulteriore elemento, ovvero un‘economia italiana ancora una volta in ritardo rispetto ai partner europei, che pure - con l‘eccezione francese - non si sottraggono ad un quarto trimestre di flessione generalizzata (comunque dopo un terzo trimestre di crescita, per quanto debole).

Per la zona euro nel suo complesso il trimestre si è chiuso con una contrazione dello 0,3% congiunturale [ID:nL5E8DF1VM]. Per la Germania la flessione è stata dello 0,2%, a fronte tuttavia di una stima sul pil complessivo del 2011 confermata al +3%.

Addirittura in controtendenza la Francia che riesce, inaspettatamente, a mantenere la propria economia in espansione nel quarto trimestre, +0,2%, con un saldo positivo sull‘intero 2011 dell‘1,7%.

In un report sui dati odierni di crescita dalle principali economie della zona euro Unicredit offre la visione di un quarto trimestre come punto di minimo del ciclo. “Guardando avanti gli indicatori prospettici (...) mostrano un‘attività che si dovrebbe stabilizzare o riprendere già nel primo trimestre, sostenuta anche da una distensione delle tensioni sui mercati finanziari e dalla ripresa dell‘economia globale”.

RECESSIONE PROSEGUE IN 2012 MA PICCO NEGATIVO E’ ALLE SPALLE

Gli economisti prevedono che la flessione dell‘economia italiana si protrarrà nel 2012, almeno nel primo trimestre, pur concordando che il peggio dovrebbe essere alle spalle.

“I dati odierni certificano una situazione di cui nessuno dubita - che il paese sia in recessione - ma la stima del Fmi di un‘economia 2012 in calo di 2,2% appare eccessivamente pessimistica” afferma l‘economista di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli, che prevede un‘ulteriore contrazione del Pil dello 0,4% nel primo trimestre e dello 0,2% nel secondo, seguita poi da crescita zero nella seconda metà dell‘anno.

“Il peggio potrebbe essere passato, ma per il primo trimestre dovrebbe restare il segno meno sul Pil, sia perché la produzione industriale di gennaio dovrebbe correggere il dato alto di dicembre, sia perché le condizioni climatiche straordinarie hanno creato specie in febbraio una situazione sfavorevole” conferma Chiara Corsa.

Secondo Stefania Tomasini, economista di Prometeia, l‘eccezionale ondata di maltempo che ha colpito parte dell‘Italia tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio avrà un impatto negativo di “uno-due decimi di punto” sul Pil del primo trimestre, per cui l‘istituto di ricerca bolognese stima una contrazione dello 0,9%.

“L‘esperienza storica mostra che l‘impatto dei fattori esogeni viene riassorbito nel corso dell‘anno per quanto riguarda la produzione, che a febbraio potrebbe scivolare pesantemente rispetto al mese precedente, dell‘1-1,5%” spiega l‘economista.

“A livello di Pil trimestrale, l‘impatto più forte con buona probabilità lo sconteranno alcune componenti dei servizi, come trasporti, tempo libero e divertimento. E’ ipotizzabile anche un minore valore aggiunto da parte del settore agricolo e delle costruzioni, mentre è difficile distinguere tra la dinamica di fondo di contrazione dei consumi e l‘impatto di un effetto esogeno come il freddo”.

EFFETTI NEGATIVI MANOVRA MONTI IN CALO NEL CORSO DELL‘ANNO

Fondamentale sarà la risposta dell‘economia alle misure di austerità varate durante il 2011, ultima quella di dicembre del governo Monti.

“Rimane da vedere quanto la domanda interna terrà rispetto alle misure di austerity, ma finora la domanda globale si è difesa e questo dovrebbe essere un elemento a favore dell‘export: per questa ragione non prevediamo al momento un forte ‘double dip’ per l‘economia italiana, come invece altri prevedono” spiega Fois.

Secondo Mameli “gli effetti depressivi della politica fiscale restrittiva e delle tensioni sui mercati finanziari dovrebbero progressivamente diminuire nel corso dell‘anno”.

In dicembre l‘ufficio studi di Confindustria aveva rivisto le proprie stime sulla crescita del paese, indicando un +0,5% per il 2011 e un -1,6% complessivo sul 2012: ad un quarto trimestre in contrazione dello 0,7% - prevede Confindustria - seguiranno altri due trimestri in cui il pil italiano cadrà rispettivamente dell‘1% e dello 0,3%.

-- Hanno collaborato Giuseppe Fonte, Alessia Pé, Irene Chiappisi, Elvira Pollina.

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