8 febbraio 2012 / 07:33 / 6 anni fa

Monti: a governo non dispiace se banche comprano più Btp

MILANO (Reuters) - Al governo non dispiacerebbero maggiori acquisti di titoli di Stato italiani da parte delle banche nazionali. Lo dice il presidente del Consiglio Mario Monti, in un‘intervista all‘emittente americana Pbs, che anticipa la sua visita negli Usa, dove domani incontrerà il presidente Barack Obama per discutere anche di crisi della zona euro.

<p>Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il,presidnete del Consiglio Mario Monti - che oggi parte in visita negli Usa - lo scorso 4 febbraio a Monaco . REUTERS/Jim Watson/Pool</p>

“La crisi dei debiti dell‘eurozona ha riportato alla luce alcuini nazionalismi economici” afferma Monti a Pbs, secondo quanto riportato stamane dal quotidiano Il Messaggero. Il premier aggiunge che alcuni istituti di credito, “nonostante si condivida una moneta comune, hanno nettamente ridotto le loro esposizioni verso altri paesi, esacerbando la situazione sul mercato dei debiti sovrani”.

“Non ci dispiacerebbe se le banche italiane comprassero un po’ più di Btp” prosegue dunque il presidente del Consiglio spiegando anche che l‘euro ha dimostrato di essere una valuta “solida”.

In un‘altra intervista - al Wall Street Journal - che accompagna l‘arrivo di Monti oggi negli Usa, il presidente del Consiglio ribadisce inoltre che il suo governo incrementerà “la flessibilità complessiva del mercato del lavoro”.

Il premier sottolinea inoltre la necessità di un ritorno dell‘Europa su un sentiero d‘espansione.

“L‘Europa non sarà un bel posto in cui vivere tra cinque anni se non avremo risolto il problema di come crescere” afferma Monti, che invita anche la Germania deve fare di più per liberalizzare la propria economia, al fine di potenziare la crescita sia interna sia europea.

A una domanda sul desiderio da parte del governo italiano che il Fondo monetario modifichi il monitoraggio dell‘Italia, Monti - secondo quanto riportato dalla trascrizione integrale dell‘intervista al Wall Street Journal - risponde con un sibillino “non abbiamo problemi sul monitoraggio del Fondo, mentre procede”. “Non vediamo la necessità di passi ulteriori che riguardano l‘Fmi”.

L‘Italia aveva chiesto a inizio novembre di essere sottoposta a una sorveglianza rafforzata del Fondo monetario internazionale, aggiuntiva rispetto a quella a cui è già sottoposto il paese, ma questo monitoraggio non è ancora iniziato e una fonte ha riferito a Reuters che Roma sta esaminando insieme al Fondo la possibilità di riportare il monitoraggio richiesto all‘interno delle procedure pre-esistenti.

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