7 febbraio 2012 / 17:33 / tra 6 anni

Borsa Milano positiva, spread a minimo da 28 ottobre, bene euro

MILANO (Reuters) - Le speranze su una soluzione per l‘accordo di salvataggio della Grecia risollevano Piazza Affari, che chiude in moderato rialzo al termine di una giornata incerta.

La notizia che il governo greco sottoporrà ai leader politici il testo dell‘accordo in serata ha favorito il restringimento dello sprema tra Btp e Bund ai minimi da oltre tre mesi con beneficio sull‘azionario.

L‘indice FTSE Mib chiude in rialzo dello 0,62%, l‘Allshare guadagna lo 0,41%. Il benchmark europeo resta in ribasso dello 0,27%. Volumi a Piazza Affari poco sopra 2 miliardi di euro.

Tra le borse europee Francoforte perde un modesto 0,1%, Parigi sale dello 0,1% e Londra perde lo 0,2%.

Anche gli indici di Wall Street sono passati in positivo, mentre gli investitori attendono di conoscere l‘esito delle trattative sul secondo pacchetto di salvataggio per la Grecia, necessario per evitare un default non controllato del paese.

Attorno alle 18.30 italiane, il Dow Jones sale dello 0,22%, lo Standard & Poor’s 500 dello 0,13% e il Nasdaq dello 0,13%.

Si porta ai minimi da oltre tre mesi il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni, che, poco prima delle 18, è sceso a 364 punti base, il livello più basso toccato dallo scorso 28 ottobre. Ieri sera lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni aveva terminato la seduta a quota 373 punti base.

Anche l‘euro risale sul dollaro sulla scia delle notizie positive che arrivano da Atene. Alle 18 italiane la moneta unica vale 1,3240 dollari, in netto recupero rispetto alla mattinata e in rialzo rispetto alla chiusura di ieri a 1,3132.

Il contratto future sul Brent ha ristretto il suo premio nei confronti del future del greggio leggero Usa, dopo che in mattinata aveva superato i 20 dollari il barile, il divario più ampio da più di tre mesi.

Alle 18,15 italiane il futures Usa guadagna 1,90 dollari a 98,81 dollari, mentre l‘ondata di gelo che sta attraversando l‘Europa e le tensioni tra Iran e Occidente hanno contribuito a spingere al rialzo i prezzi del Brent che guadagna 1,23 dollari a 117,16.

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