February 7, 2012 / 12:57 PM / 6 years ago

Borsa Milano in calo, spread sopra 380 pb, euro cala ma tiene

MILANO (Reuters) - Piazza Affari prende la via del ribasso in un mercato europeo debole che digerisce risultati societari in chiaroscuro e aspetta le evoluzioni sul fronte della Grecia.

Al di là dell’Atlantico i derivati sugli indici principali preannunciano un’apertura fiacca a Wall Street, elemento che potrebbe contribuire a indebolire ulteriormente i corsi nel pomeriggio sotto il livello tecnico di 16.415 punti (futures su Ftse Mib marzo), che ha segnato l’inversione di tendenza sul mercato italiano. Un segnale di deciso ritorno di debolezza si avrebbe, secondo un analista tecnico, solo sotto 16.150/100.

Intorno alle 13,30 ora italiana l’indice FTSE MIB perde lo 0,7%, come l’Allshare. Il benchmark europeo resta in ribasso dello 0,69%.

Tra le borse europee Francoforte perde l’1,1%, Parigi lo 0,62% e Londra lo 0,59%.

Mentre in Grecia proseguono a oltranza i colloqui sui termini del nuovo bailout, il mercato obbligazionario italiano, reduce dal rally di ieri, arriva al giro di boa di metà seduta in territorio negativo, con gli operatori comunque confortati dal buon interesse verso la carta italiana evidenziatosi nelle ultime settimane.

Intorno alle 13,30 lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali si attesta a 381 punti base dai 373 di fine seduta di ieri.

L’euro tiene sul dollaro, grazie all’aspettativa prevalente tra gli investitori che un accordo sulla Grecia verrà alla fine raggiunto, nonostante i tentennamenti mostrati nelle ultime ore dai politici di Atene di fronte alle nuove pesanti misure di austerità che Europa e Fmi chiedono di approvare prima di far partire il secondo piano di aiuti.

Alle 13,45 ora italiana la moneta unica vale 1,3110 dollari, in calo rispetto alla chiusura di ieri a 1,3132.

Il contratto future sul Brent ha esteso il suo premio nei confronti del future del greggio leggero Usa a oltre 20 dollari il barile, il divario più ampio da più di tre mesi.

Lo spread tra i due derivati sul greggio a marzo ha raggiunto un massimo intraday di 20,03 dollari il barile, prima di ritracciare intorno ai 19,60 dollari il barile.

L’ondata di gelo che sta attraversando l’Europa e le tensioni tra Iran e Occidente hanno contribuito a spingere al rialzo i prezzi del Brent in un momento in cui i prezzi del Nymex sono sotto pressione a causa dell’ampia offerta domestica e dall’aumento del livello delle scorte.

Alle 13,45 il futures Usa perde 83 cent a 96,08 dollari; il Brent guadagna 5 cent a 115,98, dopo un massimo a 116,7.

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