26 gennaio 2012 / 07:27 / 6 anni fa

Edison, Iren boccia intesa Edipower, assemblea Delmi si tiene

di Giancarlo Navach

MILANO (Reuters) - Nonostante l‘inattesa bocciatura ieri notte da parte del Cda di Iren al term sheet proposto da A2A su Edipower, dovrebbe tenersi comnunque l‘assemblea di Delmi, holding controllata al 51% da A2A e al 15% da Iren, chiamata a dare il via libera al riassetto di Edison.

L‘intenzione del principale socio della Holding, A2A, è quella di andare avanti comunque, anche se l‘utility di Torino, Genova e Reggio Emilia ha di fatto già annunciato voto contrario a meno di un rinvio della riunione. L‘ipotesi prevalente è quella di aprire Cda e assemblea, ma di non votare il riassetto, lasciando ancora alcuni giorni di tempo nella speranza di trovare un‘intesa finale entro il 31 gennaio prossimo, ultima data utile fissata nell‘accordo preliminare fra Delmi ed Edf.

“Il cda e l‘assemblea di Delmi convocati nel pomeriggio si terranno comunque. Per A2A l‘operazione va avanti. Si sta cercando di vedere quali sono le nuove richieste di Iren, in mattinata ci saranno altri incontri”, ha detto una fonte vicina alla superutility lombarda.

Il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli, interpellato poco fa all‘uscita della sede della multiutility, al termine di un incontro con l‘Ad di Iren, Roberto Garbati, si è così espresso: “L‘operazione va avanti. Abbiamo tempo fino a fine mese. Siamo molto legati a Iren, speriamo ci siano anche loro”.

Al momento è riunito il consiglio di sorveglianza di A2A che, secondo fonti del consiglio, approverà comunque il term sheet su Edipower.

Iren ieri ha respinto la proposta di A2A sulla governance e sul modello di business della futura Edipower tutta italiana, a seguito del riassetto di Edison che passerà ai francesi di Edf. La proposta, presentata ieri in Cda, è stato il frutto di una difficile tessitura raggiunta fra il presidente di Iren, Roberto Bazzano e il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli lunedì scorso. Ma a mettersi di traverso, secondo un‘altra fonte vicina al dossier, sarebbero stati gli amministratori espressione della parte torinese che rispondono al sindaco Piero Fassino, come Enrico Salza.

Sono emersi diversi dubbi sia sull‘intesa legata alla governance - sembra che la richiesta di ricorrere alla maggioranza qualificata sulle decisioni di natura strategica fosse stata accolta solo in assemblea, ma non in consiglio - sia sui contratti di tolling, legati al ritito dell‘energia elettrica prodotta dalle nove centrali della ex genco, importanti affinché Edipower possa rifinanziare il proprio indebitamento. “Su questo punto si è deciso di procrastinare la definizione dei termini a sei mesi. Un posticipo che i consiglieri di Iren non hanno valutato positivamente perché non dava adeguate garanzie”, spiega la fonte.

A questo punto per il riassetto di Edison si potrebbero aprire scenari di difficile interpretazione. La fonte sottolinea che se un socio di Delmi, holding nata per gestire la partecipazione in Edison, si sfila e decide di votare contro il progetto di riassetto, (quindi il caso di Iren che detiene il 15%) potrebbe fare scattare automaticamente la clausola di acquisto della partecipazione in Delmi da parte degli altri azionisti. In questo caso il nodo da sciogliere sarebbe il prezzo della transazione.

Il candidato non potrebbe che essere A2A, forte del 51% che possiede. Un‘operazione che, se da un lato farebbe chiarezza definitiva sull‘azionariato, dall‘altro andrebbe ad aggiungere altri oneri alla superutility lombarda, già previsti dall‘accordo con Edf: la cessione della partecipazione del 30% di Delmi in Edison avverrà, infatti, a 0,84 euro per azione ben sotto il valore di carico delle azioni intorno a 1,5 euro con minusvalenze per Delmi che dovrebbero aggirarsi intorno al miliardo di euro.

(Giancarlo Navach)

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129518, Reuters messaging: giancarlo.navach.reuters.com@reuters.net)

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