January 25, 2012 / 1:37 PM / 6 years ago

Borsa Milano in calo, spread risale sopra 430 pb, euro in calo

MILANO (Reuters) - Piazza Affari non trova la forza per dare continuità al rialzo che si era manifestato nelle prime battute, arretrando una volta giunta ad una soglia critica.

La sede della borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Secondo l’interpretazione degli operatori, l’inversione di marcia è stata determinata prevalentemente da prese di beneficio, ma il trend di periodo rimane positivo.

In un report, Nomura evidenzia come il rally delle ultime settimane sia figlio soprattutto dell’operazione pronti contro termine a tre anni della Bce del dicembre scorso, che ha iniettato 489 miliardi nel sistema. La banca dice di non ritenere che l’operazione del prossimo 29 febbraio avrà un ammontare simile a quella precedente, stimando 200-300 miliardi.

Attorno alle 14, l’indice FTSE Mib perde l’1,07% mentre l’AllShare arretra dell’1,1%. Anche le borse europee sono deboli, con l’indice paneuropeo FTSEurofirst 300 che scende dello 0,7%. Tra le singole piazze, Francoforte è in calo dello 0,7%, Parigi dello 0,66% e Londra dello 0,61%.

Ancora flessione per i Btp che confermano l’inversione di rotta iniziata nella tarda mattinata di ieri, dopo oltre una settimana di recupero che aveva riportato lo spread su Bund a 405 punti base nell’ultima seduta, ai minimi dallo scorso 8 dicembre.

A pesare sulla carta italiana questa mattina - e parallelamente a sostegno dei Bund - sono i timori legati alle crescenti pressioni sulla Bce affinché svaluti il proprio portafoglio di bond greci: una svalutazione che in prospettiva potrebbe compromettere le possibilità per la banca centrale di comprare governativi periferici sul mercato secondario.

Su piattaforma Tradeweb, intorno alle 14,15, lo spread tra decennali italiani e tedeschi si colloca sui massimi di seduta, in area 436 punti base, dai 419 della chiusura di ieri.

L’euro, che ieri aveva toccato il massimo da tre settimane sul dollaro a 1,3063, è sceso a 1,2949 intorno alle 14 italiane, dopo la chiusura a 1,3027.

Il Brent scende sotto 110 dollari al barile con i timori della recessione, in parte riaccesi dallo stallo dei colloqui sulla crisi del debito in Grecia che indeboliscono le prospettive sulla domanda di greggio globale.

Uno scarso sostegno alle quotazioni petrolifere viene invece offerto dalle minacce dell’Iran di rispondere alle sanzioni europee bloccando lo Stretto di Hormuz attraverso il quale transita buona parte del suo greggio. A dominare il sentiment di mercato sono dunque le difficili prospettive dell’economia.

Intorno alle 14,25 il Brent cede 31 centesimi a 109,72 dollari il barile, mentre il greggio Usa perde 58 centesimi a 98,37 dollari.

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