23 gennaio 2012 / 13:32 / tra 6 anni

Borsa Milano in rialzo, spread sotto 420 pb, euro sopra 1,30

MILANO (Reuters) - Dopo un avvio in deciso rialzo, Piazza Affari sta consolidando le posizioni, sostenuta dal settore bancario, mentre risulta penalizzato quello dell‘energia.

intorno alle 14 l‘indice Ftse Mib sale dell‘1,61%, il Ftse Allshare dell‘1,77%. In contenuto rialzo anche le altre borse europee, con il FTSEurofirst 300 che alle 14 guadagna lo 0,37%, dopo essere sceso venerdì dello 0,3%. Francoforte guadagna lo 0,5%, come Parigi, mentre Londra è in rialzo dello 0,8%.

Si respira un clima positivo anche sul mercato obbligazionario italiano, che mostra quotazioni in rialzo, spread in restringimento contro la Germania, denaro che arriva a ogni accenno di calo. Il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi si è ristretto di una ventina di punti base fino a un minimo di 417 pb (intorno alle 14) dalla chiusura venerdì di 439 punti base, il minimo dall‘8 dicembre appena dopo l‘annuncio della prima manovra di Monti, la ‘Salva Italia’.

Euro in forte rialzo sul dollaro nel primo pomeriggio, galvanizzato dall‘ottimismo sulla trattativa sul piano di swap dei titoli di stato greci detenuti dai creditori privati.

L‘euro, intorno alle 14, tocca il massimo da circa tre settimane sul dollaro, attestandosi a 1,3030, ancora in crescita rispetto a quanto fatto in mattinata, dove era stato raggiunto un massimo di 1,2942, comunque ben al di là dell‘ultima chiusura a 1,2868.

Greggio in rialzo, con il Brent sopra i 111 dollari, dopo la decisione della Ue di imporre un embargo sulle importazioni di petrolio dall‘Iran a partire da luglio e la nuova minaccia iraniana di chiudere lo stretto di Hormuz, rotta chiave per le consegne di petrolio, anche se l‘aumento dei prezzi resta limitato per i timori legati agli incerti sviluppi sulla ristrutturazione del debito greco.

Intorno alle 14 il futures sul Brent sale di 1,15 dollari a 111,01 dollari al barile, mentre il greggio Usa avanza di 94 centesimi a 99,27 dollari dopo aver toccato un minimo dal 21 dicembre a 97,40 dollari. Analisti e trader spiegano che la mossa contro l‘Iran decisa dall‘Unione europea era largamente scontata nei prezzi e che il mercato resta focalizzato sullo swap del debito greco che è un elemento centrale per evitare il default di Atene.

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