20 gennaio 2012 / 11:49 / tra 6 anni

UniCredit,adesioni aumento viste a 97-98%,interesse Usa-fonti

di Gianluca Semeraro

MILANO (Reuters) - A una settimana dal termine, le adesioni all‘aumento di capitale di UniCredit sono attese pari ad almeno il 95% dell‘offerta e potrebbero attestarsi intorno al 97-98%.

Lo riferiscono fonti vicine alle banche che compongono il consorzio di garanzia, alcune delle quali segnalano per la parte istituzionale interesse da parte degli Usa e dei paesi del Nord Europa.

Una settimana fa una fonte vicina al consorzio aveva indicato una stima di adesioni tra il 90 e il 95%.

L‘aumento si avvia dunque a chiudersi con successo soprattutto se si considera la taglia extra large dell‘operazione - 7,5 miliardi - e la reazione del mercato quando era stato annunciato il prezzo di esercizio.

Il titolo nei giorni immediatamente successivi aveva infatti perso circa il 40% con il mercato che era stato spaventato dallo sconto generoso offerto - pari al 43% - visto come segnale di mancanza di fiducia da parte della banca stessa sulla fattibilità dell‘operazione.

Poi però dal minimo di 2,20 euro segnato il 9 gennaio, giorno del debutto dell‘operazione, il titolo ha invece recuperato circa il 51%, segno di un interesse crescente per l‘operazione. Anche i diritti, dopo il tonfo della prima seduta (-65% con un minimo a 0,431 euro), hanno recuperato terreno oltre il 500%, toccando un massimo a 2,934 euro.

“Il 95% è raggiungibile. Le adesioni saranno almeno al 95%”, dice una delle fonti. “L‘inoptato è atteso inferiore al 5%. Le adesioni potrebbero essere intorno al 97-98%”, dice una seconda fonte.

Alcune fonti segnalano un particolare interesse, per la parte istituzionale, dagli Stati Uniti, e una di esse indica anche attenzione da parte dei paesi del Nord Europa. Sul fronte Usa si è già registrata una novità nell‘azionariato con il fondo Capital Research and Management che si è unito al gruppo con più del 2% raggiungendo il 2,547%.

Che la mappa dell‘azionariato di UniCredit si modificherà dopo l‘aumento è scontato. Alcune fondazioni, come Cariverona e Manodori, hanno annunciato adesioni parziali e quindi si diluiranno rispettivamente al 3,51% e allo 0,5%.

Ieri il governatore della Central Bank of Libya, Saddeq Omar Elkaber, ha annunciato che né la banca centrale né Lia aderiranno. La quota della Clb scenderà post aumento al 2,8% circa.

Il fondo Aabar con sede ad Abu Dhabi ha invece annunciato che salirà al 6,5% dal 4,99% attuale e allo scopo ha già acquistato i diritti necessari sul mercato.

Le fonti tendono a escludere tuttavia novità di grossa taglia nella mappa azionaria ma propendono per piccoli aggiustamenti. Non sarebbero inoltre - secondo le fonti - attesi nuovi azionisti dalla Cina, dalla Russia o dall‘area del Golfo, mentre non è da escludere con quote frazionali l‘ingresso di imprenditori italiani.

Novità in questo senso tuttavia non dovrebbero palesarsi prima dell‘inizio di febbraio. L‘aumento di capitale termina infatti il 27 gennaio, mentre oggi è l‘ultimo giorno di negoziazione dei diritti.

Oggi in borsa titolo e diritti hanno tirato il fiato dopo la corsa delle ultime sedute. Il titolo ha ceduto l‘1,37% a 3,314 euro, il diritto lo 0,59% a 2,712 euro. Un trader segnala che, essendo l‘ultimo giorno di negoziazioni sul mercato, le banche tendono a vendere i diritti. Titolo e diritti hanno chiuso poco lontani dalla parità con un gap a favore del diritto di appena lo 0,45%.

Soltanto nella seduta di ieri il titolo aveva chiuso a +12,9%, il diritto a +42%.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below