January 13, 2012 / 5:28 PM / 7 years ago

Borsa Milano chiude in ribasso, spread sotto 500 pb, euro affond

MILANO (Reuters) - Piazza Affari termina la settimana con un ribasso, risultato del riaffacciarsi sulla soglia dell’Europa del fantasma della crisi del debito sovrano.

L'ingresso della borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Secondo quanto riferito da una fonte di alto livello del governo tedesco, S&P è in procinto di tagliare i rating di vari paesi della zona euro, ma non della Germania.

Positive sino alla diffusione dell’indiscrezione, le borse europee hanno improvvisamente cambiato direzione. E Milano non ha fatto eccezione.

La voce su S&P si è ‘divorata’ l’effetto positivo dell’asta di titoli italiani a medio-lungo termine, che ha registrato il collocamento di tutti i bond e il calo del tasso del triennale.

In chiusura, l’indice FTSE Mib ha perso l’1,2%, risalendo nel finale sopra quota 15.000 punti (15.011,09 punti la chiusura, 14.825,54 punti il minimo intraday). L’AllShare è sceso dell’1%, mentre il MidCap ha guadagnato lo 0,22%.

In calo anche le altre borse europee. L’indice paneuropeo FTSEurofirst 300 ha perso lo 0,2%, Londra lo 0,7%, Francoforte lo 0,9% e Parigi lo 0,4%.

Pomeriggio impegnativo anche per i benchmark Btp, il cui movimento ricalca peraltro quello dell’intero obbligazionario europeo, Germania naturalmente esclusa.

Tra i più fedeli specchi della propensione al rischio, la forbice di rendimento tra Btp e Bund a dieci anni si muove sulla piattaforma TradeWeb di circa 50 tick in seduta, chiudendo sotto quota 500 (alle 18 a 490). Si va dal minimo di 464 punti base della prima mattinata - record negativo dal 21 dicembre scorso toccato prima dell’asta a medio-lungo del Tesoro italiano - fino a un picco di 513 punti base nel pomeriggio.

Il differenziale Btp/Bund è tornato poi a correggere sotto la soglia psicologica dei 500 tick grazie ad acquisti delle banche centrali, attive per la parte italiana sul tratto a dieci e cinque anni.

L’euro è tornato a deprezzarsi pesantemente sul dollaro, dopo la notizia del possibile imminente taglio del rating di vari paesi dell’eurozona da parte di S&P e dopo le aste di Btp di oggi che - pur con l’intero importo collocato e rendimenti in discesa - non sono riuscite ad ottenere un risultato altrettanto buono di quelle spagnole di ieri.

La moneta unica si è avvicinata nuovamente ai minimi da 16 mesi toccati nella prima parte della settimana a 1,2662. Alle 18 ora italiana l’euro si attesta a 1,2674, dopo la chiusura di ieri a 1,2823.

In calo il greggio, con il mercato particolarmente attento a quanto sta avvenendo in Nigeria, dove le sigle sindacali hanno deciso di sospendere lo sciopero nel weekend per permettere ai leader di riprendere le trattative col governo sui sussidi per il carburante.

Intorno alle 18 italiane il contratto sul Brent per consegna febbraio cede 86 cent a 110,40 dollari, la scadenza analoga sul greggio Usa cede 50 cent a quota 98,60. La Nigeria produce oltre due milioni di barili di greggio al giorno ed è un fornitore chiave per Stati Uniti, Europa e Asia.

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