13 gennaio 2012 / 14:17 / 6 anni fa

Borsa Milano, venerdì grigio su voci S&P, giù auto e Mps

MILANO (Reuters) - Piazza Affari termina la settimana con un ribasso, risultato del riaffacciarsi sulla soglia dell‘Europa del fantasma della crisi del debito sovrano.

<p>L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

Secondo quanto riferito da una fonte di alto livello del governo tedesco, S&P è in procinto di tagliare i rating di vari paesi della zona euro, ma non della Germania.

Positive sino alla diffusione dell‘indiscrezione, le borse europee hanno improvvisamente cambiato direzione. E Milano non ha fatto eccezione.

La voce su S&P si è ‘divorata’ l‘effetto positivo dell‘asta di titoli italiani a medio-lungo termine, che ha registrato il collocamento di tutti i bond e il calo del tasso del triennale.

Insomma, l‘agenzia Usa ha riservato all‘Europa un incubo in perfetto stile venerdì 13, data che porta sfortuna nella cultura anglosassone.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha perso l‘1,2%, risalendo nel finale sopra quota 15.000 punti (15.011,09 punti la chiusura, 14.825,54 punti il minimo intraday). L‘AllShare è sceso dell‘1%, mentre il MidCap ha guadagnato lo 0,22%.

Volumi per un controvalore di circa 2 miliardi di euro.

* Seduta sulle montagne russe per UNICREDIT (+0,48%), con accelerazioni, in mattinata, brusche frenate, nella seconda parte della giornata, e una risalita nel finale. Il diritto ha messo a segno un calo dello 0,58%. Secondo quanto previsto da una fonte di una delle banche del consorzio di garanzia, l‘aumento di capitale da 7,5 miliardi di chiuderà con adesioni pari al 90-95%.

* Le altre banche parevano orientate a seguire il rialzo di Piazza Cordusio, ma le indiscrezioni su S&P hanno scompaginato il quadro. MONTEPASCHI ha ceduto il 5,47%, UBI l‘1,84%, BANCO POPOLARE l‘1,36% e POPOLARE MILANO il 4,08%. Segno più, invece, per POPOLARE EMILIA ROMAGNA (+2,03%) e MEDIOBANCA (+3,73). Piatta INTESA SANPAOLO.

* Discorso a parte per la galassia Ligresti: nella notte scorsa [ID:nL6E8CD0GU], la famiglia ha raggiunto un accordo per un progetto di fusione a quattro con UNIPOL (-2,39%). Ne hanno beneficiato le tre società quotate che fanno riferimento alla famiglia dell‘ingegnere siciliano: PREMAFIN +16,55%, FONDIARIA-SAI +5,02% e MILANO ASSICURAZIONI +8,37%.

* Restando ai finanziari, dopo diverse sedute positive, sono scattate le prese di beneficio su risparmio gestito e assicurativi. MEDIOLANUM è arretrata del 3,1%, AZIMUT del 3,82%, BANCA GENERALI dello 0,37% e GENERALI dell‘1,55%.

* Pesante l‘automotive: -1,34% in Europa. A Milano, FIAT è scesa dell‘1,32%, FIAT INDUSTRIAL del 3,78%, EXOR del 4,26% e PIRELLI dell‘1,64%.

* Realizzi su una serie di comparti e titoli che si erano ben comportati in settimana: TENARIS -3,5%, FINMECCANICA -3,14%, TELECOM ITALIA -1,91%, A2A -2,9% e SAIPEM -1,88%.

* In controtendenza BUZZI UNICEM (+5,37%): Exane Bnp Paribas ha alzato il rating ad ‘outperform’.

* Brillante DIASORIN (+3,77%): secondo quanto si legge in una breve nota di un broker estero, ieri pomeriggio la società ha annunciato l‘approvazione delle autorità europee di un test sull‘epatite B.

* Tra le small e mid cap, non si arresta la caduta della JUVENTUS (-20%): il prossimo 18 gennaio si chiuderà l‘aumento di capitale.

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