January 13, 2012 / 12:37 PM / 6 years ago

Unipol verso polo con Fondiaria, fuori Ligresti

di Paola Arosio e Andrea Mandala

Unipol verso polo con Fondiaria, fuori Ligresti. REUTERS/Yves Herman

MILANO (Reuters) - Dopo una lunga trattativa, Unipol e la famiglia Ligresti hanno sottoscritto stamane una lettera di intenti non vincolante finalizzata alla creazione di un nuovo maxi polo assicurativo con la fusione della compagnia bolognese con Premafin, Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni

Il progetto di fusione a quattro - che porterà a due società quotate e a un gigante con il 31% del mercato dei Danni e il 37% nell’Auto - è stato accolto con entusiasmo dalla borsa che premia i titoli della galassia Ligresti.

Alle 16,15 circa Premafin sale del 18,10% a 0,3425 euro, Fondiaria-Sai del 2,24%% a 0,6625 euro ma in seduta ha toccato anche +15,7% e Milano Assicurazioni dell’11% a 0,2492 euro. In controtendenza Unipol che cede il 3,33% dopo una mattinata volatile.

“Penso che l’accordo sia più una piacevole via di uscita per i creditori, in particolare UniCredit e Mediobanca, che non un modo per creare valore per gli azionisti di minoranza che sopporteranno un aumento di capitale molto diluitivo”, spiega tuttavia un analista di un broker italiano.

L’uscita dei Ligresti dal business assicurativo avverrà con l’acquisizione da parte di Unipol delle azioni di Premafin possedute dalle società a monte della catena di controllo del gruppo (complessivamente il 51,287% del capitale della holding) al prezzo di 0,3656 euro ciascuna, superiore di oltre il 20% rispetto alla quotazione di chiusura di ieri, per un controvalore di 76,9 milioni.

Successivamente sarà lanciata un’Opa sulle azioni residue Premafin con un esborso complessivo che potrebbe quindi essere di almeno 150 milioni di euro a cui si aggiunge l’accollo del debito della holding per 322,5 milioni.

Nei progetti - spiega una nota - il salvataggio del gruppo Premafin-Fonsai sarà garantito attraverso una ricapitalizzazione della holding funzionale alla sottoscrizione della quota di propria competenza dell’aumento di capitale della compagnia fiorentina che il board del 23 dicembre scorso aveva individuato fino a 750 milioni di euro.

Gli analisti oggi stimano l’aumento di capitale di Premafin nell’ordine di 200-250 milioni di euro.

Un altro passaggio importante, di cui però non è ancora chiara la tempistica, sarà l’aumento di capitale di Unipol - che gli analisti stimano in 700-800 milioni - necessario per dotare il nuovo gruppo “delle risorse necessarie per supportare i propri progetti di sviluppo”.

Unipol riconoscerebbe, infine, 700.000 euro lordi annui a ciascuno dei membri della famiglia Ligresti in cambio di un patto di non concorrenza di durata quinquennale nel settore assicurativo.

Resta aperta la sistemazione del debito delle holding dei Ligresti a monte della catena, tema che è stato affrontato nelle riunioni fiume di ieri. Secondo quanto riferito da una fonte finanziaria a ieri Unicredit, sia azionista di Fonsai che creditore delle holding, non ha apposto firme ad alcun accordo.

ESCLUSIVA PROROGABILE AL 27, ATTESO PRONUNCIAMENTO ISVAP

La famiglia Ligresti si è impegnata a negoziare in esclusiva con Unipol termini e condizioni del progetto di integrazione fino al 23 gennaio, prorogabile fino al 27 dello stesso mese, data in cui il Cda di Fonsai esaminerà i dettagli dell’aumento definendone, tra le altre cose, l’esatto ammontare.

Nel periodo di esclusiva la compagnia bolognese potrà svolgere le verifiche di due diligence sulle società del gruppo.

Tutta l’operazione è comunque subordinata all’esenzione, da parte di Consob, dell’Opa su Fondiaria e Milano Assicurazioni.

A questo proposito un tassello fondamentale è che l’operazione si configuri come un salvataggio, tema su cui dovrà esprimersi l’Isvap.

Secondo l’articolo 49 del Regolamento emittenti l’esenzione dal’Opa è prevista nei casi di una ricapitalizzazione di una società quotata e quando la stessa versa in una situazione di crisi attestata da richieste dell’autorità di vigilanza prudenziale.

Un’eventuale Opa a cascata potrebbe comunque fermarsi solo a livello di Fondiaria in quanto Milano Assicurazioni potrebbe essere considerato, nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 45, un asset non prevalente e quindi ricadere nei casi previsti per l’esenzione dall’obbligo di Opa.

Un altro capitolo riguarda l’antitrust: secondo un analista di un broker estero la quota di mercato risultante “sarebbe troppo alta in diverse aree e alcune dismissioni potrebbero essere necessarie”. L’analista ricorda quando Generali dopo l’acquisizione di Toro aveva raggiunto una quota di mercato nei rami Danni del 22% e fu costretta a cedere Nuova Tirrena a Groupama per scendere sotto il 21%.

Per un altro analista, tuttavia, “il problema Antitrust potrebbe essere risolto con la cessione di parte del portafoglio assicurativo, non c’è bisogno di cedere asset strategici”.

DUE SOCIETA’ QUOTATE, FINSOE RIMARRA’ A CAPO DEL GRUPPO

Secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione, il piano di riassetto del gruppo Ligresti messo a punto da Unipol prevede che alla fine della complessa operazione siano due le società quotate: l’attuale Unipol Gruppo Finanziario e una società assicurativa che integrerà le attività del ramo di Unipol con quelle di Fondiaria e Milano Assicurazioni.

“Lo schema prevede che Unipol Gruppo Finanziario resterà quotata e che in una quotata, probabilmente Fondiaria, vengano incorporate Milano, Premafin e le attività assicurative di Unipol”, dice la fonte.

A capo di tutto il gruppo, Finsoe, la holding delle coop che attualmente ha il 50,75% di Unipol Gruppo Finanziario, vuole fare la sua parte nell’aumento di capitale della compagnia bolognese e non intende diluirsi eccessivamente, riferisce la fonte.

- ha collaborato Gianluca Semeraro

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