January 12, 2012 / 4:23 PM / 6 years ago

Il piano del governo per le liberalizzazioni

ROMA (Reuters) - Price cap per le tariffe autostradali, deroga all’articolo 18, affidamenti per le concessioni del demanio marittimo. E ancora: abolizione delle tariffe minime riconosciute ai professionisti, aumento del numero di farmacisti e tassisti e liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti.

Sono i principali capitoli della bozza sulle liberalizzazioni che sarà esaminata in via preliminare dal Consiglio dei ministri convocato domani alle 9,00.

ARTICOLO 18 SOPRA 50 DIPENDENTI IN CASO DI FUSIONI

“In caso di incorporazione o di fusione di due o più imprese che occupano alle proprie dipendenze alla data del 31 gennaio 2012 un numero di prestatori d’opera pari o inferiore a quindici”, la soglia di lavoratori oltre la quale scatta l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa sale da 15 a 50.

STOP TARIFFE MINIME PROFESSIONISTI

La bozza prevede l’abolizione di “tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime”.

Tutti i professionisti dovranno concordare in forma scritta con il cliente il preventivo per le prestazioni richieste.

“La redazione del preventivo è un obbligo deontologico e costituisce illecito disciplinare”, recita la bozza.

AUMENTA IL NUMERO DEI NOTAI

“Entro il 30 giugno 2012 è bandito un concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Entro il 30 giugno 2013 è bandito un ulteriore concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Per gli anni successivi entro il 30 giugno è comunque bandito un concorso per la copertura di tutti i posti che si rendono disponibili”.

LA LIBERALIZZAZIONE DELLA RETE CARBURANTI

I benzinai che siano anche titolari degli impianti di distribuzione potranno rifornirsi “liberamente da qualsiasi produttore o rivenditore”. Saranno nulle per legge le forme di esclusiva previste nei nuovi contratti.

Nei contratti in essere il gestore può comunque avvalersi della libertà di approvvigionamento presso qualsiasi produttore o rivenditore nella misura del 50% di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita.

I gestori degli impianti che non sono anche proprietari degli stessi hanno facoltà di rifornirsi liberamente da qualsiasi produttore o rivenditore, nel rispetto della vigente normativa, per una percentuale non inferiore al 20%.

I gestori o nuovi imprenditori potranno inoltre riscattare la proprietà degli impianti “fino al limite complessivo di un terzo della rispettiva dotazione, accertata alla data del 30 ottobre 2012 dall’Autorità per l’energia e il gas”.

AUTOSTRADE: PRICE CAP DA 2013. FERROVIE: SCORPORO DELLA RETE

L’articolo 22 prevede di “rivedere, entro il 31 dicembre 2012 e con effetto dall’anno successivo, i sistemi tariffari dei pedaggi relativi alle concessioni in essere applicando il metodo del price cap con determinazione dell’indicatore di produttività x a cadenza quinquennale per ciascuna concessione”.

In caso di mancata determinazione dei nuovi criteri tariffari nel termine indicato, i livelli delle tariffe restano fissati a quelli definiti nel 2012 e non possono subire alcun incremento fino alla rideterminazione secondo il metodo previsto nel periodo precedente.

Le azioni di Rete ferroviaria italiana, oggi possedute da Ferrovie dello Stato, saranno cedute al ministero dell’Economia che esercita i diritti dell’azionista d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: STRETTA SU AFFIDAMENTI “IN HOUSE”

La bozza prevede che la soglia del valore per l’affidamento di una gestione “in house”, cioé senza gara e all’interno del gruppo, scenda da 900.000 a 200.000.

In deroga, la gestione in house è consentita per un periodo massimo di cinque anni “a decorrere dal 31 dicembre 2012 nel caso di azienda risultante dalla fusione, entro la medesima data, di preesistenti gestioni dirette tale da configurare un unico gestore del servizio a livello di ambiti o di bacini territoriali ottimali”.

SPIAGGE: GARE PER L’AFFIDAMENTO

La selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo avverrà attraverso “procedure ad evidenza pubblica trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

A favore dei precedenti concessionari sarà riconosciuto un diritto di prelazione, ove adeguino la propria offerta a quella presentata dal concorrente risultato vincitore della procedura.

ALMENO UNA FARMACIA OGNI 3.000 ABITANTI

Il numero delle autorizzazioni verrà stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.000 abitanti.

La popolazione eccedente i 3.000 abitanti “consente l’apertura di una ulteriore farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti”. Nei comuni fino a 9.000 abitanti, l’ulteriore farmacia può essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1.500 abitanti.

TAXI: AUMENTERANNO LE LICENZE

La bozza prevede l’aumento del numero di licenze da accompagnare però con adeguate compensazioni una tantum a favore di coloro che sono già titolari di licenza.

Previsto anche il rilascio di più licenze a un solo operatore, licenze part-time, maggiore flessibilità negli orari e libertà di esercitare il servizio anche fuori dell’area di licenza.

SALDI LIBERI

Ogni impresa che svolga attività commerciale anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, potrà decidere in autonomia il periodo nel quale fare sconti, saldi o vendite straordinarie, durata delle promozioni ed entità delle riduzioni.

La bozza cancella inoltre le norme che prevedono “limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione comunque denominati per l’avvio di un’attività economica a far data dal 30 ottobre 2012”.

LA STRUTTURA ANTITRUST DI PALAZZO CHIGI

Sarà individuato presso la presidenza del Consiglio un ufficio che svolga le funzioni di tutela e di promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali e di tutela dei consumatori.

La struttura monitorerà la normativa regionale e locale per individuare, anche su segnalazione dell’Antitrust, le disposizioni contrastanti con la tutela o la promozione della concorrenza.

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