12 gennaio 2012 / 13:17 / 6 anni fa

Borsa Milano in deciso rialzo, spread a 480 pb, su anche l'euro

MILANO (Reuters) - Piazza Affari è in deciso rialzo, nel primo pomeriggio, in un mercato trainato dal buon andamento di Unicredit e dall‘asta dei titoli di Stato spagnoli.

<p>L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

“L‘asta spagnola è andata molto bene, anche quella italiana ha mostrato dati confortanti...”, ha commentato un trader. “Speriamo bene. Il mercato è partito con il piede giusto ed è andato migliorando proprio su queste aste”.

Intorno alle 14 l‘indice FTSE Mib guadagna il 3,27%, l‘AllShare il 3,04%.

Positive anche le altre borse europee. Intorno alle 14 l‘indice paneuropeo FTSEurofirst 300 guadagna lo 0,7%, Francoforte l‘1,35%, Parigi l‘1,09% e Londra lo 0,3%.

Giornata decisamente favorevole anche per il mercato obbligazionario italiano che ha visto un netto miglioramento fin dalle prime battute; questo ha favorito una forte domanda alle aste dei titoli a breve oggi, il cui esito decisamente positivo a sua volta ha dato un‘ulteriore accelerata alle quotazioni.

Il Tesoro italiano ha potuto oggi raccogliere tutti i 12 miliardi offerti a rendimenti in netto calo, segnaletici di un clima più disteso del mercato, oltre che di un netto risparmio per lo stato italiano.

Lo spread di rendimento tra decennali tedeschi e italiani, già impostato al ribasso in apertura, ha visto un netto miglioramento dopo l‘esito dell‘asta ed è sceso a 480 pb alle 14, stringendo di ben 41 pb dai 521 pb della chiusura di ieri.

Anche l‘euro, intorno alle 14, resta in frazionale rialzo sul dollaro, tenendosi a larga distanza da un nuovo minimo a 16 mesi toccato nella notte nei confronti del biglietto verde. Rispetto alla chiusura a 1,2706, la moneta unica si attesta intorno alle 14 a 1,2755.

Il greggio sale di circa un dollaro a barile sui timori che le tensioni tra l‘Iran e l‘Occidente e uno sciopero in Nigeria possano arrecare disagi alle forniture petrolifere.

Intorno alle 14 il contratto sul Brent per consegna febbraio sale di 1,28 dollari a 113,52. La scadenza analoga del greggio Usa guadagna un dollaro a quota 101,87.

L‘Iran ha minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz, uno snodo chiave per le forniture di greggio, se gli Stati Uniti e i suoi alleati imporranno un embargo alle esportazioni di greggio del paese. Salgono intanto le tensioni anche in altre aree del Medio Oriente, dopo che un giornalista francese è stato ucciso in Siria.

Altra fonte di preoccupazione per i mercati petroliferi è rappresentata dallo sciopero e dalle proteste in Nigeria contro l‘eliminazione di sovvenzioni sui carburanti. La produzione sinora non è stata toccata ma le minacce di interruzione sono bastate a innervosire i mercati. Dalla Nigeria, il maggior esportatore di petrolio dell‘Africa, arrivano circa due milioni di barili di greggio al giorno e il paese è un fornitore chiave per Stati Uniti ed Europa.

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