11 gennaio 2012 / 16:53 / 6 anni fa

Merkel tende mano a Italia, più soldi a Esm

di Stephen Brown e Giselda Vagnoni

<p>Il cancelliere tedesco Angela Merkel. REUTERS/Thomas Peter</p>

BERLINO/ROMA (Reuters) - La Germania tende la mano all‘Italia e dice di essere pronta a versare più capitale da subito nell‘European stability mechanism (Esm), il fondo europeo permanente salva-Stati che dovrebbe entrare in vigore a metà anno, per raffreddare la crisi di fiducia che ha colpito il debito della zona euro.

Al termine dell‘incontro bilaterale a Berlino con Mario Monti, la cancelliera Angela Merkel ha pronunciato parole attese dall‘ospite italiano e dagli investitori in asset europei: “La Germania sarebbe pronta, se anche altri lo facessero, a versare più capitale da subito nell‘Esm perché sarebbe un segnale importante per i mercati”.

Subito dopo la dichiarazione della Merkel i bond Usa e i bund tedeschi hanno perso i guadagni iniziali e l‘euro ha ridotto le distanze contro il dollaro.

I commenti della cancelliera, secondo un trader, “sembrano segnare un cambio di strategia, un approccio più attivo nei confronti della crisi”.

Con una intervista oggi al Die Welt, Monti aveva rilanciato la sua richiesta a Berlino di mostrare segni di apprezzamento per i sacrifici accettati dai cittadini italiani per consolidare i conti pubblici.

“Il problema è che, comunque, nonostante i sacrifici, non vediamo concessioni dall‘Ue, per esempio nella forma di tassi di interesse più bassi”, ha dichiarato l‘ex commissario Ue con un apparente riferimento allo spread ancora alto tra i tassi di interesse sui titoli di Stato italiani e quelli tedeschi nonostante il cambio di governo a Roma e il nuovo pacchetto di austerity.

“Le mie politiche non possono essere coronate da successo se le politiche dell‘Ue non cambiano. Se ciò non avviene l‘Italia - che è sempre stato un Paese pro-europeo - potrebbe scivolare nelle mani dei populisti”.

In passato Monti, - che ha preso il posto di Silvio Berlusconi il 16 novembre ed ha approvato in tempi record la terza manovra del 2011 da oltre 30 miliardi di euro - ha chiesto un immediato rafforzamento delle risorse a disposizione dell‘attuale fondo salva-Stati europeo Efsf.

Oggi a Berlino lo ha detto in questo modo: “Ho illustrato alla cancelliera lo stato d‘animo con il quale gli italiani hanno dato larga adesione alle misure molto dure che il governo ha dovuto adottare. C’è stato un atteggiamento di grande maturità che merita [...] un riconoscimento da parte dell‘Europa che non deve più temere l‘Italia come possibile fonte di infezione della Zona euro”.

E ancora: “Sui mercati finanziari, gli alti tassi di interesse potevano essere giustificati quando c‘era diffidenza per la politica economica italiana, ma non adesso, specialmente dopo che rappresentanti di quegli stessi mercati hanno detto di apprezzare gli sforzi compiuti”.

MONTI - NIENTE CRESCITA SENZA CONTESTO EUROPEO FAVOREVOLE

Il mese scorso, con un indiretto riferimento alla Germania, Monti ha chiesto ai Paesi dell‘euro di non concentrarsi in modo esclusivo sul rigore di bilancio, ma di allargare l‘orizzonte alla crescita del continente senza la quale ogni politica di risamento è destinata a fallire e le divisioni all‘interno dell‘unione ad aumentare.

“Italia e Germania hanno in comune l‘interesse per una crescita che derivi da una struttura economica sana, ma non ci può essere crescita sostenibile se il contesto europeo non è favorevole: occorre la messa in opera di meccanismi che facilitino la trasformazione di buone politiche nazionali in tassi di interesse più bassi”, ha ribadito oggi a Berlino.

Anche in questo caso la Merkel non ha lasciato cadere nel vuoto l‘appello di Monti.

“Abbiamo parlato del prossimo summit Ue. Dobbiamo interrogarci su come possiamo aumentare la crescita e l‘occupazione oltre che su come consolidare i bilanci”, ha detto la cancelliera a proposito del Consiglio europeo del 30 gennaio.

“Voglio sottolineare che ci sono misure che costano e riforme strutturali che sostengono la crescita, è dunque importante parlare di mercato del lavoro e scambiarci le reciproche esperienze... Francia, Germania e Italia si incontreranno a Roma il 20 gennaio e lì continueremo la nostra discussione”.

Da parte sua Monti ha osservato che, dopo la manovra licenziata a dicembre, il lavoro del suo governo sulle liberalizzazioni è a buon punto e che “nei prossimi giorni” vedrà la luce un “provvedimento molto ampio”.

Ancora una volta l‘assist della cancelliera non si è fatto attendere: “Per rapidità di realizzazione e contenuti credo che queste misure renderanno l‘Italia più forte e ne miglioreranno le prospettive economiche. Abbiamo molto apprezzato la velocità con cui sono state approvate”, ha detto la Merkel.

La cancelliera ha inoltre giudicato positivamente l‘avanzamento delle trattative sul fiscal pact in cui l‘Italia è riuscita a evitare un ulteriore irrigidimento delle regole sulla velocità di riduzione del debito pubblico, ottenendo che nella nuova bozza del testo del trattato intergovernativo queste norme vengano citate insieme a una serie di fattori attenuanti contenuti nella normativa preesistente (Six Pack).

Monti ha ribadito il sostegno dell‘Italia all‘introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, ma ha espresso dubbi sulla sua efficacia qualora questa forma di imposizione fosse adottata solo a livello di Eurozona. Per Monti infatti la soluzione migliore dovrebbe consistere nella nascita di una Tobin tax a livello globale ma anche a livello di Europa a 27 la tassa potrebbe funzionare.

- hanno contribuito Paolo Biondi e Giuseppe Fonte da Roma

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