10 gennaio 2012 / 17:43 / tra 6 anni

Borsa Milano chiude in rialzo, spread intorno a 530 pb

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia una seduta in netto rialzo, invertendo il trend negativo dei primi giorni del‘anno.

<p>L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

Il rimbalzo di UniCredit, zavorrata da quando è stato annunciato lo sconto sul prezzo dell‘aumento di capitale da 7,5 miliardi, ha trascinato l‘intero listino.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha guadagnato il 3,08%, l‘AllShare il 2,79% e il MidCap lo 0,31%. Volumi in crescita, per un controvalore di circa 1,74 miliardi di euro.

Positive anche le borse europee, che chiudono in rialzo, seppur più contenuto rispetto a Piazza Affari: l‘indice paneuropeo FTSEurofirst 300 chiude a +1,9%, con Francoforte che guadagna il 2,42%, Parigi il 2,6% e Londra l‘1,7%. Anche Wall Street è in rialzo. Attorno alle 18,05 italiane, il Dow Jones guadagna lo 0,7%, lo Standard & Poor’s 500 lo 0,95% e il Nasdaq l‘1%. Chiusura in positivo per i governativi italiani dopo una seduta che gli operatori definiscono comunque poco significativa e scarsamente ispirata.

Raggiunto un “trading range” che implica livelli di rendimento particolarmente onerosi ma da ormai almeno inizio anno sostanzialmente stabili, i benchmark Btp si sono mossi semplicemente in direzione contraria rispetto alla carta tedesca, approfittando del marginale recupero di borse e cambio.

Oscilla intorno alla soglia di 530 punti base, livello delle ultime sedute, il premio di rendimento dell‘Italia rispetto alla Germania sul tratto decennale secondo i dati TradeWeb (525 intorno alle 18,00).

L‘euro, che nel primo pomeriggio era arrivato fino a 1,2810, alle 18,00 si aggira su 1,2785, dopo la chiusura a 1,2765. Seduta positiva per il greggio, sostenuto dalle tensioni per il programma nucleare iraniano e le turbolenze in Nigeria che hanno la meglio sui persistenti timori relativi alla forza dell‘economia europea. Intorno alle 18,20 il contratto sul Brent per consegna febbraio sale di 1,03 dollari a 113,48. La scadenza analoga sul greggio Usa guadagna 1,40 a quota 102,72.

“Nonostante le condizioni della domanda siano relativamente deboli, i prezzi del petrolio restano sopra i 100 dollari a causa delle tensioni geopolitiche. Al momento c’è una base per i prezzi”, ha commentato in mattinata Natalie Robertson di ANZ.

Le tensioni per il programma nucleare iraniano, che Teheran dice essere per scopi pacifici, includono la minaccia dell‘Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, la rotta per l‘esportazione di petrolio più importante del mondo.

I rischi relativi all‘offerta sono al centro dell‘attenzione anche in Nigeria, dove i sindacati hanno iniziato una seconda giornata di scioperi per protestare contro l‘eliminazione di sovvenzioni per i carburanti. Lo sciopero finora non ha avuto impatto sulle consegne del maggior esportatore di greggio dell‘Africa.

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