10 gennaio 2012 / 14:53 / tra 6 anni

Moda Italia, Smi difficile fare stime, buoni segnali per export

FIRENZE (Reuters) - Fare previsioni sulle prospettive del settore italiano della moda in questo momento è difficile e rischioso, ma buoni segnali arrivano dalla ripresa di alcuni mercati particolarmente importanti per le esportazioni del comparto.

Lo ha dichiarato Michele Tronconi, presidente di Smi (Sistema Moda Italia), a margine dell‘inaugurazione di Pitti Immagine Uomo a Firenze.

“Fare previsioni in questo momento non solo è difficile, ma anche pericoloso: si rischia di alimentare una profezia, positiva o negativa”, che poi può “autorealizzarsi”, ha risposto Tronconi a chi gli chiedeva previsioni per il comparto moda nel 2012.

“In parte del mondo la crisi si sta risolvendo ed è una parte del mondo che esprime una domanda molto importante verso i prodotti che noi realizziamo, grazie a una reputazione ancora molto forte del made in Italy. Vediamo finalmente l‘America che si sta risvegliando nei consumi, ci sono i mercati dei Bric che probabilmente dopo aver preso fiato riprenderanno a correre, quindi per un settore che esporta più del 60% ci sono delle prospettive importanti”, ha proseguito.

Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul fatto che alcuni grandi marchi del lusso stiano riportando ‘in house’ parte della produzione, Tronconi ha sottolineato che si tratta di “un processo inevitabile, ed è un positivo sostegno al made in Italy, perché è evidente che tutto questo outsourcing all‘apice della globalizzazione crea omogeneizzazione di prodotto e riduce il controllo della catena di fornitura, quindi anche il controllo del rispetto di determinati standard che devono rimanere elevati come cerchiamo di mantenerli quando produciamo in Italia”.

Sul tema del controllo delle catene di fornitura, il numero uno di Smi ha evidenziato che “mantenere una capacità produttiva vicino ai mercati di sbocco, e quindi anche in Italia per servire con efficacia il mercato globale a partire da quello europeo, è importantissimo. [...] Il futuro probabilmente è di chi riuscirà a tornare a differenziare i propri prodotti perché controlla la capacità produttiva”.

Durante il suo intervento all‘apertura della 81^ edizione di Pitti Immagine Uomo, Tronconi ha affrontato il tema dei costi. “Bisogna passare dal salasso al ricostituente e dobbiamo costruire insieme. Servono costi più bassi, le imprese non vogliono sovvenzioni, non vogliamo aiuti a pioggia. Vogliamo costi più bassi, bisogna spostare l‘imposizione dal lavoro alle cose. Serve togliere l‘Irap per far fare alle imprese un salto in alto nell‘export”.

Riguardo i possibili impatti sui consumi interni e sulla catena distributiva delle liberalizzazioni annunciate dal governo Monti, Tronconi ha detto che “tutte le liberalizzazioni fatte in maniera estesa sono positive: per noi quelle più importanti sono quelle che impattano sul costo dell‘energia”.

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