January 10, 2012 / 1:27 PM / 7 years ago

Borsa Milano in rialzo, spread stabile, euro in ripresa

MILANO (Reuters) - Mattinata positiva per Piazza Affari, che vede vede buoni acquisti dopo le forti vendite delle ultime sedute, grazie anche a un recupero di Unicredit (che sale di più del 7%) dopo il crollo di ieri.

Bancari in rialzo, dopo i recenti cali, con Mps sottotono. Il mercato ignora Fitch che ha detto che potrebbe tagliare il rating dell’Italia. Alle 14,00 l’indice FTSE Mib sale del 3,3%, l’AllShare del 3,09%.

Anche le borse europee viaggiano in rialzo, trainate dai titoli minerari sulla scia dei risultati superiori alle attese del colosso Usa dell’alluminio Alcoa, che hanno rasserenato gli umori degli investitori relativamente alle prospettive della domanda di materie prime. Intorno alle 10 l’indice paneuropeo FTSEurofirst 300 avanza dell’1,64%. Francoforte guadagna il 2,63%, Parigi il 2,6% e Londra l’1,26%.

Intorno alle 14,00 lo spread di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni si tiene sui 530 punti base, in lieve recupero rispetto alla chiusura di ieri (533), secondo dati Tradeweb. Del tutto trascurabile la reazione ai commenti dell’analista Fitch che avvicinano la prospettiva di una bocciatura del rating per l’emittente sovrano della Repubblica italiana.

Anche l’euro, intorno alle 14,00, mantiene il rialzo nei confronti del dollaro, dopo la chiusura a 1,2765. La moneta unica è arrivata a 1,2810. Tuttavia l’euro è visto rimanere vulnerabile in attesa delle aste questa settimana in alcuni paesi periferici e del meeting della Bce giovedì.

Seduta positiva per il greggio, sostenuto dalle tensioni per il programma nucleare iraniano e le turbolenze in Nigeria che hanno la meglio sui persistenti timori relativi alla forza dell’economia europea. Intorno alle 14,00 il contratto sul Brent per consegna febbraio sale di 1,38 dollari a 113,83, dopo il calo di 61 cent della vigilia. La scadenza analoga sul greggio Usa guadagna 2,03 a quota 103,34.

“Nonostante le condizioni della domanda siano relativamente deboli, i prezzi del petrolio restano sopra i 100 dollari a causa delle tensioni geopolitiche. Al momento c’è una base per i prezzi”, ha commentato Natalie Robertson di ANZ.

Le tensioni per il programma nucleare iraniano, che Teheran dice essere per scopi pacifici, includono la minaccia dell’Iran di chiudere lo stretto di Hormuz, la rotta per l’esportazione di petrolio più importante del mondo.

I rischi relativi all’offerta sono al centro dell’attenzione anche in Nigeria, dove i sindacati hanno iniziato una seconda giornata di scioperi per protestare contro l’eliminazione di sovvenzioni per i carburanti. Lo sciopero finora non ha avuto impatto sulle consegne del maggior esportatore di greggio dell’Africa.

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