9 gennaio 2012 / 16:53 / 6 anni fa

Btp poco mossi, occhi su aste

MILANO (Reuters) - Chiusura in lieve rialzo per i Btp che si mantengono su livelli considerati ad alto rischio, in una seduta dai volumi non completamente rientrati nella norma dopo il periodo natalizio.

“Nel pomeriggio c’è stato un lieve peggioramento rispetto alla mattinata nei confronti del Bund che ha ripreso a correre, mentre i Btp sono rimasti abbastanza fermi” osserva un dealer di una banca italiana.

“Bisogna considerare che gli scambi non sono stati un granchè, quindi basta davvero poco per incidere sui prezzi” aggiunge l‘operatore.

Come avviene ormai dalla maxi-iniezione di liquidità della Bce a tre anni, è la parte breve della curva a performare lievemente meglio.

“Sui Bot e sul Btp fino al due anni i compratori si sono visti anche oggi” aggiunge il dealer.

Secondo dati Tradeweb, intorno alle 17,20 italiane il Btp a due anni rende il 5,123% dal 5,181% di venerdì in chiusura, e lo spread con l‘analoga scadenza del Bund stringe a 497 punti base dai 503 punti base di venerdì.

Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni ha chiuso la seduta a 533 punti base, invariato rispetto alla chiusura venerdì. In mattinata si era stretto fino a 522 punti base.

Il rendimento del Btp decennale si attesta nel finale al 7,16% dal 7,175% di venerdì sera, dopo essere sceso in seduta fino a al 7,093%.

In mattinata, ad alimentare un moderato appetito di rischio di cui hanno beneficiato i Btp e il debito periferico, è stata la crescita superiore alla attese delle esportazioni tedesche a novembre, mese in cui, peraltro,la produzione industriale in Germania ha subito una lieve contrazione.

Come nelle previsioni degli operatori, invece, non sono arrivati particolari spunti al mercato dalla conferenza stampa congiunta che ha seguito il vertice Merkel-Sarkozy, in cui i leader di Francia e Germania si sono limitati a dire che la loro volontà è arrivare alla firma del nuovo trattato europeo il primo marzo.

“In questa primissima fase dell‘anno il supporto al mercato obbligazionario periferico della zona euro è arrivato sopratttutto da una serie di dati confortanti giunti sull‘economia Usa, che allontanano i timori di una recessione americana” spiega Chiara Manenti, strategist di Intesa Sanpaolo.

“A pesare in senso negativo su tutti gli spread è stato invece il nodo della ristrutturazione del debito greco, tutt‘ora irrisolto” aggiunge l‘analista.

Oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ribadito che senza la ristrutturazione volontaria del debito greco non sarà possibile versare la prossima tranche di aiuti ad Atene.

FOCUS DELLA SETTIMANA SONO ASTE SPAGNA E ITALIA

Il focus della settimana sono le aste di Spagna e Italia, i paesi attualmente più esposti alla crisi debitoria della zona euro, che hanno visto crescere a livelli preoccupanti negli ultimi mesi i rispettivi costi di finanziamento.

Si comincia giovedì, quando verranno messi sul piatto i Bot italiani, con tipologie e importi che verranno comunicati oggi a mercati chiusi, e tre titoli spagnoli con scadenza 3-4 anni, per un ammontare complessivo di 5 miliardi.

“Per quanto riguarda i Bot, credo che il Tesoro, oltre al 12 mesi, potrebbe emettere un flessibile, sui 4-5 mesi” dice un operatore da Milano.

Venerdì sarà la volta delle aste medio-lunghe italiane, in cui si vedrà il debutto del 3 anni nel collocamento di metà mese, secondo le nuove linee guida del Tesoro.

“Grazie al sollievo dato dalla maxi-iniezione di liquidità della Bce, l‘asta del tre anni dovrebbe scivolare via senza troppi problemi ” osserva Manenti.

D‘altra parte, però, i segnali di tensione anche oggi non sono mancati. I fondi depositati a fine giornata dalla Bce, secondo i dati comunicati oggi, hanno toccato un un nuovo record, volando a 463 miliardi di euro mentre il rendimento dei brevissimi tedeschi a 6 mesi offerti oggi in asta è scivolato, per la prima volta sul primario, in territorio negativo.

“E’ una conferma degli squilibri che stanno mettendo a dura prova la zona euro: vuol dire che c’è qualcuno che accetta d‘investire in un asset con rendimento lievemente negativo, pur di aver la certezza di rivedere quanto investito” spiega un dealer.

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