December 27, 2011 / 9:28 AM / 6 years ago

Edison, raggiunta intesa: Edf rileverà quota Delmi a 0,84 euro

di Giancarlo Navach

Edison, raggiunta intesa: Edf rileverà quota Delmi a 0,84 euro. REUTERS/Charles Platiau

MILANO (Reuters) - Sotto pressione dalla agenzie di rating - proprio l’anti-vigilia di Natale Fitch aveva declassato Edison a “junk” - e dopo mesi di tira e molla su diverse soluzioni mai portate a termine per svariati motivi, ieri sera è finalmente arrivato l’accordo su Foro Bonaparte.

I soci italiani riuniti in Delmi ed Edf hanno raggiunto una nuova intesa preliminare che prevede il passaggio della società in mani francesi in cambio del controllo di Edipower da parte delle utility italiane.

Finisce così oltre frontiera un altro pezzo dell’industria italiana, per giunta in un settore strategico come quello dell’energia: solo quest’anno hanno cambiato proprietà società importanti del made in Italy, come Bulgari rilevata dal gruppo Lvmh e Parmalat da Lactalis.

Edf acquisterà da Delmi, società controllata da A2A, il 50% del capitale sociale di Transalpina di Energia. TdE (50% Delmi- 50% Edf) detiene il 61,3% del capitale di Edison. Per effetto dell’acquisizione, Edf, che ha direttamente circa 20% di Edison, verrà a detenere l’80,7% del capitale rispetto al 50% circa detenuto a oggi. Il prezzo implicito dell’acquisizione del 50% di TdE è pari a 0,84 euro per azione Edison.

Contestualmente Delmi, si legge in due comunicati, acquisirà il 70% del capitale di Edipower attualmente detenuto da Edison (50%) e da Alpiq (20%) ad un prezzo pari rispettivamente a 600 milioni di euro e 200 milioni di euro. Per effetto dell’acquisizione, Edipower sarà interamente partecipata da Delmi (70%), A2A (20%) e Iren (10%). Nel futuro non è da escludere una fusione fra Delmi e le quote detenute da A2A e Iren, che di Delmi sono soci. Saranno, inoltre, stipulati contratti per la fornitura di gas da Edison a Edipower a condizioni di mercato per la copertura del 50% del fabbisogno di Edipower per i prossimi sei anni.

Per i soci riuniti in Delmi - A2A (51%), Iren (15%), Dolomiti Energia (10%), Sel (10%) e investitori finanziari (14%) - che hanno le azioni in carico intorno a 1,5 euro ci saranno delle minusvalenze, anche se l’intesa sembra sia valutata positivamente dal mercato perché toglie l’incertezza: “Il prezzo non è elevato, ma Edison ha dei problemi. Per A2A si stima una minusvalenza superiore a 500 milioni”, osserva un analista di una banca d’affari straniera. Inoltre, i due comunicati non fanno cenno all’indebitamento di Edipower che ammonta a 1,1 miliardi: presumibilmente dovranno accollarselo i nuovi soci.

Il direttore finanziario di Edf, Thomas Piquemal, ha in effetti sottolineato in una conference call che l’operazione dovrebbe ridurre l’indebitamento del gruppo di 1,1 miliardi di euro (erano 4,1 miliardi al 30 settembre), mentre non ha voluto commentare l’ipotesi di un aumento di capitale di Edison che venerdì prossimo riunirà nuovamente il Cda sul fabbisogno a breve termine.

Piquemal ha poi aggiunto che i francesi intendono mantenere quotata la società e di non sapere quali saranno le intenzioni della Carlo Tassara di Romain Zaleski, detentore del 10% di Edison, probabilmente poco interessata a cedere le proprie azioni a un prezzo ben più basso rispetto a quello di carico.

A Piazza Affari A2A sale dell’1,3% a 0,74 euro, Iren cresce dello 0,5% a 0,69 euro, mentre Edison arretra dell’1,08% a 0,82 euro. A penalizzare il titolo è il tetto fissato da Edf all’eventuale Opa obbligatoria sulle minoranze pari 0,84 euro. I francesi vincolano l’operazione alla conferma del prezzo da parte di Consob.

Molto stretta la tempistica per chiudere l’intera operazione: approvazione da parte degli organi societari di A2A, Edf, Delmi e Edison entro il 31 gennaio prossimo e efficacia dall’ultima delle approvazioni. I contratti definitivi dovranno essere sottoscritti entro il 15 febbraio 2012. Il closing dovrà avvenire entro e non oltre il 30 giugno.

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