21 dicembre 2011 / 08:38 / 6 anni fa

Btp deboli su storno tecnico, ma spread sotto 490 pb

MILANO (Reuters) - I titoli di stato italiani archiviano nel segno della debolezza una seduta caratterizzata dall‘operazione a 3 anni della Bce, dalla precedente attesa e dalle successive oscillazioni del mercato.

Lo spread tuttavia si attesta in chiusura relativamente distante dai massimi di seduta (in area 500 punti base) ma anche ben lungi dai minimi (450 punti base). A favorire la violenza dei movimenti, secondo i trader, anche scambi piuttosto rarefatti, un mercato destinato ad assottigliarsi ulteriormente con l‘avvicinarsi delle festività e dopo l‘evento che aveva in qualche modo tenuto gli operatori “attaccati agli scambi”.

“Dopo l‘asta della Bce c’è stato un movimento di cautela. Lunedì e martedì, e anche stamattina prima dell‘operazione, proprio in vista dell‘asta il mercato periferico aveva registrato un certo rally. Quello successivo all‘asta si può definire in primo luogo uno storno di natura tecnica” dice uno strategist.

La Bce ha collocato 489,191 miliardi di euro nell‘operazione di finanziamento pronti-contro-termine a 3 anni di questa mattina, ben oltre le attese. L‘asta è la prima delle due a 36 mesi annunciate nel meeting dello scorso 8 dicembre.

L‘attesa dell‘asta aveva portato in mattinata gli spread a restringersi, con il differenziale fra i decennali di riferimento italiano e tedesco che si era spinto fino a 450 punti base dai 467 punti base della chiusura di ieri, toccando il minimo dal 12 dicembre scorso, calando quindi al livello più basso da quando sono stati cambiati i benchmark (il 14 dicembre). Lo spread si è però poi allargato fino ai 499 punti base.

“Il movimento di rialzo era stato in parte prezzato nei giorni scorsi e adesso si vedono una correzione e prese di profitto” dice un trader.

A pesare sul secondario italiano potrebbero però essere intervenuti anche i dubbi sull‘effettivo utilizzo che gli istituti di credito faranno dei fondi ricevuti dalla Bce.

“L‘asta della Bce a 36 mesi è andata bene, l‘ammontare è stato superiore alle attese e questo ha sollecitato i mercati della zona euro. Solo che dopo è probabilmente sorto qualche dubbio sull‘utilizzo che gli istituti di credito faranno della liquidità, con il timore che non vadano a comprare titoli governativi come sperato”, dice un secondo trader.

Gli operatori hanno visto in seduta la Bce intervenire sul secondario per acquistare titoli di Stato italiani i cui rendimenti si erano mossi in deciso rialzo dopo il p/t a tre anni della Bce.

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