December 15, 2011 / 6:18 PM / 7 years ago

Unicredit, assemblea approva aumento capitale per Core Tier1 9%

di Stefano Bernabei e Alberto Sisto

ROMA (Reuters) - L’assemblea straordinaria dei soci di Unicredit ha approvato con il voto del 98% del capitale presente le proposte di rafforzamento del capitale per arrivare nel corso del 2012 a un core Tier1 superiore al 9% in linea con la piena applicazione dei requisiti di Basilea 3.

“Al fine di rispondere adeguatamente alle attese di mercato, in linea con le migliori banche europee Unicredit punta a raggiungere nel corso del 2012 un coefficiente di capitale primario superiore al 9%, calcolato sulla base della piena applicazione della normativa ispirata ai criteri di Basilea 3 (full impact)”, si legge nelle slide con cui l’AD Federico Ghizzoni ha illustrato le operazioni agli azionisti.

“Faccio presente che con questo aumento andiamo ben sopra il 9% di core Tier 1 che ci pone completamente al di fuori del rischio Eba”, ha detto Ghizzoni rispondendo a un azionista.

Unicredit, ha detto l’AD parlando con i giornalisti al termine dell’assise, deciderà i prezzi dell’aumento di capitale nella prima settimana di gennaio e si andrà sule mercato presumibilmente “fra il 15 gennaio e il 15 febbraio”.

AUMENTO CAPITALE: SOCI LIBICI FAVOREVOLMENTE ORIENTATI

I soci libici, la Banca centrale e la Lia “sono favorevolmente orientati sull’aumento, ma la Lia essendo un fondo deve aspettare il prezzo per decidere”.

Mentre era in corso l’assemblea, due fonti vicine al dossier hanno detto che l’Italia ha scongelato fondi della banca centrale libica, che ha il 4,9% della banca italiana, per consentirle “di esercitare i propri diritti relativi all’aumento capitale di Unicredit”. Il valore della somma scongelata è pari a 375 milioni di euro, il livello necessario per la sottoscrizione della quota-parte dell’aumento da 7,5 miliardi.

La somma era stata congelata nell’ambito delle sanzioni europee in ottemperanza alla risoluzione delle Nazioni Unite contro il caduto regime di Muammar Gheddafi.

L’altro socio libico, la Libyan Investment Authority, possiede il 2,594%.

Gli altri soci principali sono Mediobanca, a cui fa capo il 5,2% in gran parte al servizio del prestito Cashes, il fondo Aabar (4,9%), Fondazione Cariverona (4,2%), Fondazione Crt (3,3%) e Carimonte (2,9%), poi Allianz con il 2% e Blackrock con il 4%.

Ghizzoni ha poi spiegato di aver avuto contatti con gli azionisti e di poter dire che “Allianz ha intenzione di partecipare, come la maggior parte degli azionisti di riferimento”.

In assemblea la Fondazione Cariverona ha dato parere favorevole all’aumento ma ha sollecitato la banca a una “severa riflessione” per individuare le cause, interne ed esterne, che hanno portato a questa nuova richiesta di risorse agli azionisti.

“Nell’esprimere voto favorevole all’aumento manifestiamo ancora una volta responsabilità che chiediamo sia condivisa da tutti gli organi sociali sollecitando che si facciamo intepreti di una severa riflessione sulle cause interne ed esterne che hanno determinato questa necessità”, ha detto il rappresentante della Fondazione.

Le operazioni approvate oggi in assemblea prevedono un aumento gratuito da 2,5 miliardi e uno da 7,5 miliardi a pagamento previsto entro il primo trimestre.

L’aumento gratuito da 2,5 miliardi serve per trasformare in capitale la parte di sovrapprezzo azioni del prestito Cashes da 2,9 miliardi altrimenti non computabili come patrimonio di migliore qualità.

Poi i soci hanno approvato la proposta di aumentare a pagamento il capitale per 7,5 miliardi di euro con una operazione garantita da un consorzio di banche che ha sottoscritto un accordo di “stand-by underwriting” per coprire l’eventuale inoptato.

GHIZZONI: DOMANDA CAPITALE EBA RISCHIA DI ESSERE PRO-CICLICA

Il manager ha anche spiegato che la domanda di ulteriore capitale da parte dell’Eba “rischia di essere prociclica”, anche se ha riconosciuto che “la dotazione di capitale è importante e andava rafforzatAnel tempo”.

Rispondendo alle domande dei soci Ghizzoni ha detto che la banca, fra le altre azioni di rafforzamento, ha previsto una riduzione del rapporto fra costi e ricavi dall’attuale 61% al 51%, “dieci punti nell’arco di piano” ma che non intendere ricorrere all’affrancamento dell’avviamento, già utilizzata da altre banche, inoltre che sarebbe “da matti” abbandonare l’Est.

Unicredit, secondo i calcoli fatti dall’autorità bancaria europea, deve dotarsi entro giugno 2012 di un buffer aggiuntivo e temporaneo di capitale di 7,9 miliardi per arrivare al 9% di core Tier 1 dopo aver svalutato ai valori di mercato i titoli di Stato che ha in portafoglio.

L’assemblea ha approvato anche il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio, in rapporto di una nuova ogni dieci esistenti, che avverrà prima del lancio dell’aumento.

L’assemblea ha poi approvato la proposta di distribuire dividendi anche mediante azioni e ha confermato di non prevedere la distribuzione della cedola relativa all’esercizio 2011 come parte delle operazioni volte a rafforzare il patrimonio.

Circa il primo p/t della Bce a 3 anni in arrivo la prossima settimana Ghizzoni ha detto: “stiamo valutando attentamente la possibilità, prenderemo una decisione nei prossimi giorni: date le nostre dimensioni non credo sarà una cifra consistente; la prima asta è il 21 decideremo prima di allora”.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net)

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