December 15, 2011 / 9:09 AM / in 6 years

Confindustria: Italia in recessione ma manovre inevitabili

di Francesca Piscioneri

Italia,Confindustria: economia 2012 a -1,6%, manovre inevitabili. REUTERS/Alessandro Garofalo

ROMA (Reuters) - L’Italia è in recessione e registrerà nel 2012 un calo del Pil di 1,6% e un aumento della disoccupazione per l’effetto depressivo delle manovre sui conti pubblici, che tuttavia sono necessarie per evitare il fallimento del Paese.

E’ il quadro macroeconomico delineato stamani dal Centro studi di Confindustria - mentre la nuova manovra sui conti pubblici da 33 miliardi del governo di Mario Monti è al vaglio della Camera - che pure lo definisce “ottimistico” perché tiene conto della fine della crisi dell’euro, del blocco del credit crunch e di tassi sui Btp sotto il 5% entro aprile, come ha spiegato il capo dell’ufficio studi, Luca Paolazzi.

Per l’anno in corso il Pil è visto a 0,5% da 0,7%, per il prossimo anno a -1,6% da 0,2% mentre nel 2013 si stima un ritorno al segno più a 0,6.

Nel dettaglio, la recessione inizia nel terzo trimestre di quest’anno quando la flessione congiunturale del Pil è stimata in uno 0,1%, per protrarsi nell’ultimo trimestre dell’anno (-0,7%) e nei primi due trimestri del 2012, con un calo rispettivamente di 1% e 0,3%. Solo nel periodo giugno-settembre del prossimo anno di tornerà a uno 0,1%.

Il debito/Pil è visto quest’anno a 120,3%, invariato rispetto alle stime precedenti di settembre, per salire poi al 121,3% il prossimo anno (da 119,5%) e ridiscendere nel 2013 al 118%.

Il pareggio dei conti pubblici è “a portata di mano” con uno 0,1% nel 2013 dal 3,9% di quest’anno (da 3,7%) e l’1,5% (da 1,6%) del 2012.

EVITATO PERCORSO PRE-FALLIMENTARE

Per Confindustria, le tre manovre varate dai governi, Berlusconi prima e Monti poi, erano necessarie sebbene recessive.

“Chi argomenta che al netto di tali interventi la dinamica dell’economia italiana si sarebbe mantenuta positiva l’anno prossimo e nettamente sopra l’1% nel 2013 non considera che il debito sarebbe salito a ritmi insostenibili e si sarebbe avviata la spirale con la più elevata spesa per interessi. Un percorso pre-fallimentare”, si legge nel rapporto.

L’avanzo primario passerà da -0,1% del Pil nel 2010 a 5,5% nel 2013 “una correzione senza pari”, per il Csc e tale miglioramento, unito alle manovre, avrà un impatto anche sul calo del debito pubblico.

Nota dolente sul fronte della pressione fiscale che raggiungerà livelli record del 45,5% del Pil tra due anni. “La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondamentemente il 54%. Ciò rende ancora più impellente utilizzare ogni strumento di contrasto all’evasione e restituire ai contribuenti, attraverso l’abbattimento delle aliquote, ogni euro recuperato”.

Sul fronte del mercato del lavoro, Confindustria vede una flessione del tasso di occupazione dello 0,6% nel 2102 e dello 0,2% nel 2013 con una perdita di 957.000 unità di lavoro e 800.000 persone occupate in meno rispetto all’inizio del 2008.

Tale situazione porterà le aziende ad attenuare il reintegro dei lavoratori in cassa integrazione, con un conseguente aumento dei licenziamenti e del tasso di disoccupazione visto all’8% nel 2011, all’8,6% nel 2012 e al 9% di quello successivo.

(In Redazione a Roma Giselda Vagnoni, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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