13 dicembre 2011 / 15:23 / 6 anni fa

Manovra, impasse su emendamenti, slitta anche Cdm

di Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri

<p>Il premier Mario Monti. REUTERS/Ezequiel Scagnetti</p>

ROMA (Reuters) - Stallo in Commissione Bilancio della Camera sugli emendamenti alla manovra da 33 miliardi varata dal governo di Mario Monti, mentre si lotta contro il tempo per garantire prima di Natale il via libera alle misure di austerity che arriverà probabilmente con voto di fiducia.

Al centro dell‘impasse gli interventi su previdenza e Imu - si cercano ancora le coperture per mitigarne gli effetti su famiglie e pensionati - ma anche i contrasti in tema di liberalizzazioni, in particolare farmacie e taxi.

Salta di conseguenza l‘intervento del presidente del Consiglio nelle commissioni Finanze e Bilancio, atteso nel pomeriggio. E slitta, per ora alle 17,30, il Consiglio dei ministri atteso delle 16,00 sull‘assegnazione delle deleghe a ministri senza portafoglio e viceministri.

Monti, dopo oltre due ore passate nella saletta del governo a Montecitorio con il vice ministro dell‘Economia Vittorio Grilli e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, sta ora incontrando i relatori alla manovra Pier Paolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl). I lavori delle commissioni sono al momento sospesi e proseguiranno stasera in notturna in modo che il decreto legge possa approdare domani mattina o al più tardi domani pomeriggio in aula.

SLITTA TAGLIO STIPENDI PARLAMENTARI, LIBERALIZZAZIONE TAXI

La giornata è stata segnata da tensioni fin dal mattino, quando il governo ha presentato un emendamento che esclude i taxi dalla liberalizzazione delle attività economiche.

Un altro emendamento, a firma dei relatori, mantiene fino al 2013 diversi vincoli all‘esercizio di varie attività economiche Che si sarebbero dovute liberalizzare.

Il Terzo Polo ha formalizzato la sua opposizione contro i due testi, che a suo dire hanno il sapore di una resa alle lobby.

E sempre una lobby, quella dei farmacisti, sta esercitando forti pressioni per modificare la manovra nella parte che liberalizza la vendita dei farmaci di fascia C nei comuni sopra i 15.000 abitanti. Il Pdl preme per limitare la misura assegnando all‘Aifa il compito di stabilire quali categorie di farmaci possano passare alle parafarmacie e alla grande distribuzione. Il Pd è per un intervento incisivo.

Marcia indietro del governo anche sui tagli ai costi della politica e alle province.

Un emendamento concede più tempo per adeguare alla media europea gli stipendi dei parlamentari italiani e per riassegnare a comuni e regioni le funzioni oggi esercitate dalle province.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rassicurato che i meccanismi in base ai quali vengono calcolate le indennità dei parlamentari verranno modificati entro il prossimo mese di gennaio.

L‘emendamento fa poi slittare al 31 dicembre 2012, rispetto al 30 aprile 2012, il termine entro il quale debbano entrare in vigore le leggi regionali e statali che hanno il compito di trasferire a comuni e regioni buona parte delle funzioni oggi svolte dalle province.

Gli attuali organi provinciali decadranno “in ogni caso” alla data del 31 marzo 2013.

PENSIONI D‘ORO DIANO CONTRIBUTO DEL 25%

Per finanziare eventuali modifiche alla manovra nella parte relativa al settore previdenza, il ministro del Welfare Elsa Fornero propone un prelievo del 25% per gli assegni sopra i 200.000 euro annui.

“Propongo un prelievo del 25% per le pensioni sopra i 200.000 euro. Se ci saranno profili di costituzionalità li vedremo, questa è la mia proposta”, ha detto la Fornero in audizione alla commissione Lavoro della Camera rispondendo alle domande dei parlamentari, che in gran numero hanno invocato maggiore equità negli interventi in materia previdenziale.

Il ministro ha ribadito la sua disponibilità a modifiche per attenuare l‘effetto di un innalzamento repentino dell‘età del ritiro per i nati nel 1952 e sulle soglie per l‘adeguamento all‘inflazione.

“Sarà qualcosa di molto modesto ma, a parità di saldi, faremo in modo che ci sia una attenuazione del forte incremento della vita lavorativa richiesto”, ha detto la Fornero.

La manovra prevede che nel 2018 l‘età per la pensione di vecchiaia sia aumentata per le donne a 66 anni come per gli autonomi (dal 2026 della precedente manovra).

Se l‘uscita avviene prima dei 62 anni scatta una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo.

Gli uomini e le dipendenti pubbliche avranno diritto alla pensione di vecchiaia una volta compiuti i 66 anni già dal 2012.

Qualche messa a punto in vista anche per i lavoratori in mobilità, e coloro che hanno accettato esodi anticipati. Al momento la esclusione dall‘innalzamento dell‘età riguarda 50.000 lavoratori in mobilità mentre per gli altri si applicherebbereo le nuove norme.

“Anche qui la preoccupazione che nessuno in questa fascia di età di prepensionamento rimanga senza reddito e pensione è la nostra preoccupazione”, ha detto il ministro per poi precisare che molto dipenderà dalla congiuntura economica.

“L‘economia deve tenere perché se dilaga nella recessione e si continua a mandare fuori gente non si può intervenire [a favore di queste categorie] nemmeno se si tassano le pensioni d‘oro, anche oltre il 25% sopra i 200.000 euro che propongo io”.

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