December 13, 2011 / 12:12 PM / 6 years ago

Le banche e il decreto salva Italia

ROMA (Reuters) - La manovra salva Italia, varata con decreto dal governo di Mario Monti, ha numerose norme che riguardano il settore bancario. Tra le più rilevanti, quella sulle garanzie statali alle emissioni di bond, ma anche una minore rivalutazione del valore catastale degli immobili o la possibilità, già utilizzata da alcuni istituti, di riallineare i valori contabili per le attività immateriali, come l’avviamento.

Il governo, all’articolo 36, ha anche introdotto il principio di incompatibilità per chi ha doppi incarichi nei consigli di banche concorrenti. Infine, anche se indirettamente, le banche sono toccate dalla norma che abbassa l’uso del contante, favorendo così l’utilizzo di moneta elettronica, come carte di credito, bancomat o i pagamenti tramite trasferimento bancario.

Ecco in modo schematico i principali provvedimenti del decreto sul settore creditizio.

GARANZIA DELLO STATO SUI BOND [ID:nL6E7NC416]

Per fare fronte alla crisi di liquidità, le banche italiane potranno emettere strumenti di debito da tre mesi a sette anni con garanzia dello Stato con costi inferiori a quelli del mercato monetario. Il decreto autorizza una spesa a copertura di 200 milioni annui per il 2012-2016, pari a un totale di un miliardo di euro in misura prudenziale in caso di attivazione delle garanzie.

Nell’articolo 8 si prevede che il Tesoro, “fino al 30 giugno 2012, è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cui all’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Alle banche questa garanzia costa meno dell’1%, secondo stime di settore, e varia a seconda della durata e del tipo di strumento emesso. La garanzia costa meno per i covered bond a più lunga scadenza.

GARANZIA STATO SU CREDITI BANKITALIA [ID: nL5E7N62RO]

Il ministero dell’Economia, dice sempre il decreto all’articolo 8, potrà garantire i finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia alle banche italiane fino al giugno 2012. “Nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, il ministro dell’Economia e delle finanze può rilasciare, fino al 30 giugno 2012, la garanzia statale su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia alle banche italiane e alle succursali di banche estere in Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (emergency liquidity assistance)”.

ADEGUATA NORMA DTA PER BASILEA 3 E RIVALUTAZIONE AVVIAMENTO

L’articolo 9 del decreto consente di trasformare le imposte differite attive (DTA) in crediti di imposta “anche relativamente alle perdite fiscali derivanti dalle svalutazioni di crediti e dalle quote correlate all’avviamento e alle altre attività immateriali deducibili in più periodi d’imposta”. La norma, già prevista nei decreti del precedente governo, recepisce le osservazioni del comitato di Basilea e serve a rendere pienamente compatibile la disciplina delle DTA perché siano assimilate a crediti di imposta. La relazione tecnica del decreto stima in via prudenziale una perdita ulteriore di gettito legata a questa nuova norma sulle DTA pari a 7 milioni di euro.

Il decreto estende poi a tutto il 2011 il termine per il riallineamento ai maggiori valori contabili dell’avviamento e delle altre attività immateriali dopo conferimenti, fusioni e scissioni.

IMU, MOLTIPLICATORE RENDITA CATASTALE RIDOTTO PER BANCHE

Dalla tassazione sugli immobili il governo si aspetta nuovo gettito per 11 miliardi di euro, di cui 3,8 dalle prime case.

La rivalutazione delle rendite resta ferma al 5% ma aumentano i moltiplicatori per il calcolo del valore catastale, ad esempio 160 per le abitazioni classificate nel gruppo A, che sono la maggior parte.

Gli immobili degli istituti di credito, che rientrano nella categoria D, hanno però una minore rivalutazione del valore catastale, con un moltiplicatore pari a 60.

IMPOSTA BOLLO ANCHE SU DEPOSITO TITOLI

La manovra modifica l’attuale imposta di bollo sulle attività soggette a deposito titoli introducendo un’imposizione proporzionale su tutte le attività finanziarie con l’eccezione di fondi pensione e fondi sanitari. L’aliquota è pari allo 0,1% per il 2012 e allo 0,15% dal 2013, con un importo minimo pari a 34,2 e massimo pari a 1.200 euro.

TASSA ANCHE SU 182,5 MLD CONDONATI CON I 4 SCUDI FISCALI

Le banche sono indirettamente coinvolte anche dalla nuova tassa straordinaria sui capitali scudati. E’ prevista una aliquota dell’1,5% su tutti i 182,5 miliardi condonati con le quattro edizioni dello scudo fiscale tra il 2001-2002 e il 2009-2010.

Le banche dovranno versare le somme dovute per conto dei contribuenti che hanno aderito alle sanatorie “in due rate di pari importo entro il 16 febbraio 2012 ed entro il 16 febbraio 2013 di ciascun anno”. Gettito atteso 2,190 miliardi nel biennio 2012-2013.

SOGLIA CONTANTE A 1.000 EURO, AUMENTA USO MONETA ELETTRONICA

Tra le misure di lotta all’evasione, la manovra riduce a 1.000 euro dagli attuali 2.500 la soglia massima per i pagamenti in denaro contante. E’ previsto un tavolo tra Abi e ministero del Tesoro che entro tre mesi stabilisca le caratteristiche di un conto corrente a basso costo per utilizzare la carta di debito in alternativa al contante.

SALE DEDUCIBILITA’ IRAP DA IRES, PREMI SU AUMENTI CAPITALE

Dal 2012 le imprese, banche incluse, potranno dedurre dall’Ires un importo pari all’Irap che grava sulla “quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato”. Per favorire la patrimonializzazione delle imprese arriva un regime fiscale di favore sulla remunerazione del capitale investito dagli azionisti, la cosiddetta Ace prevista dalla delega fiscale, che reintroduce sotto altra forma la Dual income tax ideata da Vincenzo Visco durante i governi del centrosinistra.

VIETATI I DOPPI INCARICHI [ID:nL5E7N72JO]

L’articolo 36 della manovra vieta “ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e ai funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi o finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi concorrenti”.

Nel testo si specifica, inoltre, che “si intendono concorrenti imprese o gruppi fra i quali non vi sono rapporti di controllo” ai sensi della legge 287 del 1990 e che “operano nei medesimi mercati del prodotto e geografici”.

E’ oggetto di interpretazione cosa si intenda esattamente per rapporti di controllo. La norma toccherebbe, tra gli altri, il consiglio di amministrazione di Mediobanca, per le sovrapposizioni con quelli di Unicredit, ma anche di Intesa SP e Ubi, o anche, se la norma è interpretata in modo estensivo, i rapporti tra alcuni istituti creditizi e gruppi assicurativi, come Generali: Mediobanca, per esempio, è il primo azionista di Generali con il 13,24%. Potrebbe dunque rientrare nel novero delle società fra cui vi sono rapporti di controllo.

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