13 dicembre 2011 / 08:33 / tra 6 anni

Borsa Milano in calo su Merkel, pesanti FonSai e UniCredit

MILANO (Reuters) - L‘illusione di vedere nuovamente il segno più a Piazza Affari, dopo la caduta di ieri, è durata sino a che Angela Merkel non ha gettato l‘ennesima secchiata di acqua gelata in faccia agli ottimisti.

<p>L'ingresso di Borsa Italiana a Milano in una foto dello scorso 8 dicembre. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

In un contesto di volatilità molto accentuata e stante un clima di fondo sempre fosco, il listino di Milano ha costruito faticosamente un rimbalzo di oltre un punto percentuale, che si è spento nel giro di pochi minuti. Quando, stando a fonti della coalizione di governo, il cancelliere tedesco ha ribadito il rifiuto dell‘idea di aumentare i limiti di raccolta per il fondo di salvataggio permanente Esm.

La rottura dei livelli di supporto e l‘indebolimento di Wall Street, che era partita in rialzo, hanno contribuito alla flessione.

In generale, i mercati continuano a guardare all‘Italia con scettismo. In un recente report, una banca d‘affari estera sottolinea che il nostro paese si trova “in una posizione fragile”. Nel documento si pone l‘accento sull‘elevato tasso di stress del funding, che “sarà arduo cancellare”, e sull‘outlook economico molto cupo.

Un dealer sottolinea che “il buon andamento dell‘asta di titoli di stato spagnoli non ha smosso i mercati, come già era accaduto con l‘asta di Bot”.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha perso lo 0,31%, tornando sotto quota 14.800 punti (14.851,25 punti la chiusura, 14.749,58 punti il minimo intraday), soglia sopra la quale si trovava dal 30 novembre scorso. L‘AllShare è sceso dello 0,24% e il MidCap dello 0,5%.

Volumi per un controvalore di circa 1,3 miliardi di euro.

L‘indice FTSEurofirst 300 è avanzato dello 0,48%.

* Rimbalzo poco convinto delle banche, che continuano a essere l‘epicentro delle scosse che scuotono le borse. In una breve nota dedicata al comparto in Europa, Nomura scrive che “i leader politici hanno più volte fallito nel tentativo di affrontare cause e timori della crisi del debito sovrano”, aggiungendo di essere scettica riguardo all‘ipotesi che la Bce possa agire rapidamente per spostare l‘appetito di rischio. Di conseguenza, Nomura ha tagliato a ‘neutral’ il giudizio sul settore bancario paneuropeo, dicendo di preferire gli istituti che non fanno parte della zona euro. A Milano, MEDIOBANCA ha guadagnato il 2,21%, BANCO POPOLARE il 2,05% e INTESA SANPAOLO lo 0,33%.

* Giù UNICREDIT (-3,78%), che ha annunciato il rimborso anticipato di un bond [ID:nL6E7ND4UP]. Un dealer riferisce di voci, provenienti da Londra, su uno switch da parte di grandi investitori internazionali, che starebbero sostituendo nei portafogli il titolo della banca guidata da Federico Ghizzoni con Intesa Sanpaolo.

In calo MONTEPASCHI (-3,32%), POPOLARE MILANO (-2,24%) e UBI BANCA (-2,73%). “C’è chiaramente qualcuno che, con l‘approssimarsi della fine dell‘anno, si sta disfando del titolo”, osserva un trader, facendo riferimento alle vendite sul gruppo guidato da Victor Massiah.

* Restando ai finanziari, bene MEDIOLANUM: +1,54%.

* Non rialza la testa FONDIARIA-SAI, che lascia sul terreno un altro 5,39%, rinnovando il minimo storico a 0,8015 euro. Il direttore generale, Piergiorgio Peluso, ha esplicitato che valuterà tutte le opzioni per il rafforzamento del patrimonio, incluso l‘aumento di capitale.

* Accelerazione pomeridiana per MEDIASET (+1,75%). Secondo due fonti vicine alla materia, i creditori puntano a conquistare il controllo di Endemol nel quadro di un‘operazione di swap fra debito ed equity. Un‘altra fonte ha precisato che le trattative fra gli azionisti e i creditori di Endemol sono state prolungate sino a metà febbraio 2012.

* Riscoperti alcuni titoli molto penalizzati recentemente, come DIASORIN (+4,07%) e PRYSMIAN (+2,06%).

* Buoni spunti per gli energetici. ENI (+0,64%) non ha risentito della decisione di S&P di mettere i rating in watch negativo [ID:nL6E7ND4WF]. Bene TENARIS (+2,39%) e SAIPEM (+0,96%).

* Rimbalzo per TERNA (+0,88%), ieri a picco.

* FIAT è salita dello 0,27% nella giornata in cui ha siglato con i sindacati Fim e Uilm il contratto del gruppo in Italia. In linea EXOR (-0,14%), meglio FIAT INDUSTRIAL (+1,21%).

* Nel settore dell‘automotive, PIRELLI tonica (+0,89%). Fuori dal paniere principale, pesante PIAGGIO: -4,69%. “In vista della presentazione del business plan, tutti gli analisti limano le stime”, osserva un operatore. “Vogliono chiarezza sull‘Asia”.

* Tra le small e mid cap, in controtendenza MONDADORI (+11,09%) e ZUCCHI (+5,73%). Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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