9 dicembre 2011 / 17:24 / 6 anni fa

Europa verso più stretta unione bilancio, Gb isolata

<p>Il primo ministro britannico David Cameron (al centro) guarda verso il cancelliere tedesco Angela Merkel (a sinistra) al vertice Ue di Bruxelles, 9 dicembre 2011. REUTERS/Yves Herman</p>

BRUXELLES (Reuters) - Una spaccatura storica si è aperta all‘interno dell‘Europa sulla decisione di costruire una più stretta unione di bilancio, con la stragrande maggioranza dei Paesi guidata da Francia e Germania concorde nell‘avanzare verso un trattato separato, che lascia la Gran Bretagna isolata.

Ci vorranno tre mesi per un nuovo trattato e forse anche referendum in alcuni Paesi. Tuttavia, oggo ventisei dei ventisette leader europei hanno concordato d‘impegnarsi per una più stretta integrazione insieme a una disciplina di bilancio più severa. La sola Gran Bretagna ha detto di non poter accettare la proposta di modifica al trattato Ue, dal momento che non è riuscita a strappare le concessioni richieste per proteggere il proprio settore finanziario.

Questo accordo “significa rafforzare le nostre regole sulle procedure per deficit eccessivo rendendole più automatiche. Significa anche che ogni stato membro dovrà sottoporre i piani di bilancio preliminari alla Commissione europea” ha sottolineato il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy.

Dopo 10 ore di trattative andate avanti fino alle prime ore di stamattina, tutti i 17 Paesi della zona euro e 9 Paesi che aspirano ad entrare nel club della valuta unica hanno deciso di negoziare un nuovo accordo a fianco del Trattato europeo.

I nove Stati fuori dalla zona euro hanno detto che consulteranno i propri parlamenti, ove appropriato, sull‘adesione al processo. Dopo una lunga notte di trattative, i pochi alleati di Londra si sono dissolti nell‘alba di Bruxelles.

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha definito la decisione un passo avanti verso quel “fiscal compact” - accordo di bilancio - da lui indicato come necessario affinché i 17 Paesi della zona euro possano uscire rafforzati da due anni di turbolenze sui mercati.

“Sarà una buona base per un accordo di bilancio e una maggiore disciplina nella politica economica tra i Paesi membri della zona euro” ha detto Draghi lasciando il summit. “Siamo arrivati a conclusioni che dovranno essere rimpolpate nei prossimi giorni”.

Due fonti della Bce hanno riferito che ieri il Consiglio esecutivo di Francoforte ha deciso di mantenere l‘acquisto di bond sul mercato secondario entro il tetto massimo di 20 miliardi di euro a settimana, senza ritenere necessario rivedere questo tetto alla luce degli esiti del summit.

“Vedrete ulteriori acquisti di governativi ma non il grande bazooka che qualcuno sui mercati e sui giornali si aspetta” ha detto un banchiere centrale sotto la condizione dell‘anonimato.

Ma il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto ai giornalisti che la decisione della Bce di fornire liquidità illimitata alle banche europee attraverso finanziamenti triennali sarà più efficace e consentirà alle banche di continuare ad acquistare titoli di Stato.

“Questo significa che ogni Stato può rivolgersi alle sue banche, che avranno liquidità a loro disposizione”.

ACCORDO SULL‘ESM E I PRESTITI BILATERALI AL FMI

E’ stato inoltre deciso che il Meccanismo di stabilità europea (Esm) avrà una portata massima di 500 miliardi di euro e che questa struttura non sarà dotata di una licenza bancari. Su qtesi due punti il vertice non è riuscito quindi a superare le resistenze tedesche alle proposte che aveva caldeggiato, invece, Van Rompuy.

Il governatore della Banca d‘Italia Ignazio Visco nel corso di un‘audizione alla Camera ha detto che i fondi dello European financial stability facility Efsf e poi dello European stability mechanism saranno gestiti dalla Bce.

Efsf e Esm “saranno, e questa è la novità grossa di stanotte, sotto la gestione della Banca centrale europea e quindi non saranno più una entità di cui si ignora chi è responsabile e la capacità di intervenire per raccogliere fondi o meno”, ha detto Visco.

Si è raggiunto,inoltre, l‘accordo sulla fornitura da parte dei Paesi Ue di prestiti bilaterali al Fondo monetario internazionale per un ammontare complessivo fino a 200 miliardi di euro, quale contributo per frenare la crisi del debito. Dai paesi della zona euro arriveranno 150 miliardi della cifra totale.

“Anticiperemo la data del Meccanismo di Stabilità permanente per garantire una maggiore sicurezza legale e stiamo considerando l‘ipotesi di rendere disponibili strumenti come i prestiti bilaterali al Fmi per aver una garanzia aggiuntiva grazie all‘aiuto agli altri Paesi che non sono parte dell‘euro” ha detto questa mattina Merkel.

Efsf e Esm funzioneranno in parallelo tra metà metà 2012 e metà 2013 e i ledar dovranno decisione a marzo 2012 se modificare l‘accordo che mentiene la potenza di fuoco combinata dei due fondi a 500 miliardi di euro. Per rendere i fondi più flessibili, i leader hanno deciso di aggiungere una procedura di emergenza, che permetterà di prendere decisioni a maggioranza qualificata dell‘85%, invece che all‘unanimità.

Il supporto attivo della Bce sarà vitale nei prossimi mesi con i mercati ancora poco convinti della consistenza delle barriere finanziarie di protezione - firewall - alzate dell‘Europa a difesa delle economie più vulnerabili, come Italia e Spagna, che devono rinnovare miliardi di euro di debito il prossimo anno.

NUOVA DOTTRINA SULLA PARTECIPAZIONE DEL SETTORE PRIVATO

Un passo indietro è stato fatto sul contributo del settore privato a futuri bailout, rendendo di fatto un‘eccezione il caso greco, come ha spiegato Van Rompuy.

“Per quanto riguarda il cosiddetto Psi (Private sector involvement), abbiamo operato un cambiamento sostanziale rispetto alla precedente dottrina. D‘ora in poi aderiremo ai principi e alle pratiche del Fmi. O, in modo più brutale, il nostro primo approccio al Psi, che ha avuto un effetto particolarmente negativo sul mercato del debito, è ora ufficialmente accantonato”.

MERKEL E SARKOZY SODDISFATTI

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha espresso soddisfazione per le decisioni, che dimostrano al mondo come l‘Europa abbia imparato dai suoi errori, evitando un “compromesso al ribasso”.

“Penso che dopo un lungo negoziato questo sia un risultato molto, molto importante, perché abbiamo imparato dal passato e dagli errori, e perché in futuro ci saranno decisioni e regole più vincolanti, più influenza della Commissione europea, più comunità e con questo maggiore coerenza” ha spiegato il Cancelliere.

Sarkozy è sembrato entusiasta dell‘unità di un ampio gruppo di Paesi attorno alla zona euro, da intendersi come una sorta di cuore dell‘Unione europea, da tempo un obiettivo francese.

“Questo è un summit che entrerà nella storia” ha detto.

Un diplomatico ha sintetizzato l‘esito con queste parole: “La Gran Bretagna è gonfia di rabbia, la Germania è di malumore e la Francia gongola”.

L‘ISOLAMENTO DELLA GRAN BRETAGNA

Francia e Germania avrebbero voluto portare tutta l‘Unione europea ad aderire ai cambiamenti al Trattato di Lisbona in modo da estendere regole fiscali e debitorie più ferree nella legge fondante dell‘intero blocco.

Ma Londra, che è fuori dalla zona euro, si è opposta a questa mossa, richiedendo un protocollo di garanzia a protezione del suo settore finanziario. Sarkozy ha definito inaccettabile tale richiesta avanzata dal premier britannico David Cameron.

“Questo trattato sarà aperto a tutti i Paesi fuori dalla zona euro. Tranne uno, tutti stanno prendendo in considerazione l‘ipotesi” ha detto Van Rompuy.

“Un trattato intergovernativo può essere approvato e ratificato molto più rapidamento rispetto a un emendamento del Trattato europeo, e penso che la velocità sia un elemento molto importante per la credibilità” ha detto il presidente del Consiglio europeo.

“Questa formula presenta qualche handicap, ma cercheremo di superarli, e penso che avremo bisogno di un‘ampia interpretazione del ruolo delle istituzioni europee...come abbiamo fatto in passato” ha riconosciuto Van Rompuy.

“Quindi penso che qui ci sia anche un messaggio politico molto chiaro al resto del mondo.. che anche se non abbiamo tutti gli strumenti legali di rafforzamento, attraverso il trattato intergovernativo, saremo quanto più possibile vincolanti” ha precisato.

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