December 6, 2011 / 8:19 AM / in 6 years

Borsa Milano in calo, pesa S&P, giù banche, auto e Finmeccanica

MILANO (Reuters) - Standard & Poor’s spegne con una doccia fredda gli entusiasmi per le misure contenute nella manovra economica approntata dal governo guidato da Mario Monti.

Operatori di borsa al lavoro. REUTERS/Remote/Pawel Kopczynski

Le considerazioni dell’agenzia di rating sulla natura sistemica della crisi della zona euro, e la conseguente decisione di mettere in creditwatch negativo i giudizi su 15 paesi membri, hanno riportato il segno meno sulle borse del vecchio continente. A partire da Milano, reduce comunque da un rally ieri.

In un report dedicato alle previsioni sul 2012, Keith Wade e Azad Zangana, rispettivamente chief economist & strategist ed european economist di Schroders, scrivono che “la zona euro sta scivolando verso una recessione importante nel 2012 e si avvia a registrare un calo del Pil del 2%”. Gli economisti di Schroder stimano che l’anno prossimo l’Italia dovrà raccogliere debito a medio-lungo termine per 275 miliardi di euro. “Se l’Italia dovesse entrare in difficoltà”, si legge, “l’Efsf, che ammonta a 250 miliardi, attualmente non coprirebbe la somma e dovrebbe essere aumentato drasticamente per salvare un paese delle dimensioni dell’Italia. E’ possibile che continui a raccogliere fondi sui mercati a tassi più elevati, mentre la Bce può continuare a comprare bond italiani e provare a mettere un freno ai rendimenti. In ogni caso, non è sostenibile e certamente porterebbe ad un credit crunch mostruoso”.

In chiusura, l’indice Ftse Mib ha perso lo 0,49%, dopo essere tornato intraday sopra la soglia dei 16.000 punti (15.848,21 punti la chiusura, 16.061,26 punti il massimo), soglia che era stata superata l’ultima volta il 14 novembre scorso). L’AllShare è arretrato dello 0,46% e il MidCap dello 0,83%.

Volumi tipici di una seduta pre-festiva, per un controvalore di circa 1,44 miliardi di euro. L’indice europeo FTSEurofirst 300 ha chiuso con una flessione marginale dello 0,17%.

* Dopo aver oscillato nella prima parte della seduta, i bancari si sono prevalentemente assestati in territorio negativo nel corso del pomeriggio. POPOLARE MILANO ha ceduto il 3,28%, BANCO POPOLARE l’1,45%, UNICREDIT l’1,32% e INTESA SANPAOLO lo 0,82%. Tonica POPOLARE EMILIA ROMAGNA (+1,34%), mentre MONTEPASCHI (+1,44%) ha sfruttato la scia del rally di ieri.

* ENI (+0,5%), secondo l’interpretazione di un trader, ha beneficiato della promozione a ‘buy’ da parte di Deutsche Bank. Nel comparto petrolifero, SAIPEM è arretrata dello 0,21% e TENARIS dello 0,42%. In un report dedicato al settore, Credit Suisse scrive che “i mercati hanno cominciato a prezzare la possibilità di rialzi dei prezzi del greggio improvvisi”, dato che le sanzioni nei confronti dell’Iran stanno registrando un’escalation. Sulla base di questo scenario, il broker ha selezionato dieci titoli da avere in portafoglio, lista nella quale non figurano aziende italiane.

* Debole l’automotive: in Europa ha lasciato sul terreno l’1,07%. A Milano, FIAT -2,82%, FIAT INDUSTRIAL -1,82% ed EXOR -0,63%. PIRELLI in ribasso del 2,55%.

* Piatta TELECOM ITALIA: -0,06%. Alcuni broker ritengono positiva la presentazione dei benefici che l’acquisizione di Aes Atimus porterà alla società.

* Qualche spunto per AUTOGRILL (+0,58%). Nella galassia che ruota attorno alla famiglia Benetton, impegnata anche nella partita IMPREGILO (-1,63%), BENETTON GROUP è arretrato del 5,79%.

* Pesante FONDIARIA SAI: -4,3%. Secondo un quotidiano, l’Isvap si è opposta al piano di conferire le partecipazioni strategiche in un veicolo, in cui Credit Suisse potrebbe entrare con il 40%. Domani i vertici di FonSai incontreranno l’Isvap, mentre un Cda straordinario è stato convocato per lunedì prossimo.

* Nel comparto assicurativo, GENERALI ha guadagnato lo 0,79%.

* FINMECCANICA (-4,83%) non si è giovata dell’ottenimento, attraverso Drs Technologies, di un contratto per massimi 691 milioni di dollari per la fornitura di sottomarini alla Marina Usa.

* Tra le mid cap, EDISON ha perso lo 0,73%. Ieri, S&P ne ha tagliato il rating a ‘BBB-‘. In una breve nota a commento della decisione dell’agenzia, Natixis scrive che “il destino di Edison dipende dall’esito dei negoziati fra EdF e Transalpina d’Energia, che determineranno il profilo di credito di Edison”. Il broker ricorda che l’utility dovrà rifinanziarsi per 1 miliardo nell’arco dei prossimi 12-24 mesi, un’operazione che si preannuncia “challenging” nell’attuale contesto di difficile accesso alla liquidità.

* Tra le small cap, CAPE LIVE non ha mai fatto prezzo. Ieri, l’investment company ha annunciato che il Cda ha approvato il concordato preventivo in continuità, che sarà depositato in tribunale nei prossimi giorni.

* Balzo di ARKIMEDICA (+18,6%), società in concordato preventivo dal 26 ottobre scorso.

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