30 novembre 2011 / 07:24 / 6 anni fa

Banche, Vegas: criteri Eba discutibili,rischio credit crunch

MILANO (Reuters) - I criteri stabiliti dall‘Eba sulle ricapitalizzazioni delle banche sono “oggettivamente discutibili” e il pericolo è quello che si crei un corto circuito tra finanza ed economia reale con uno strozzamento del credito ed effetti negativi per un paese che deve crescere.

<p>Il logo di Unicredit su una sede di Roma. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

Lo sostiene il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in un‘intervista a la Repubblica

“In Italia c’è un allarme banche. Non circola più denaro. Il rischio principale è che si diffonda il credit crunch. Rispetto a questo scenario, il fallimento di qualche banche diventa addirittura un rischio secondario. Se l‘illiquidità del sistema porta al blocco dell‘economia, allora non fallisce un singolo operatore, ma l‘Italia”, dice Vegas.

Il presidente della Consob chiede che vi sia “un ripensamento” delle regole indentificate dall‘Autorità bancaria europea (Eba) per il calcolo delle necessità patrimoniali, penalizzanti per le banche italiane, e a questo scopo ha spiegato che è in corso un confronto con la Banca d‘Italia, per sollecitare un intervento coinvolgendo anche l‘autorità europea per i mercati finanziari (Esma).

“Il pericolo è che vada in tilt il circuito finanza-economia reale”, dice Vegas spiegando che in uno contesto attuale nel quale è sempre più difficile trovare capitali sul mercato, l‘introduzione di criteri penalizzanti di ripatrimonializzazione ha un effetto di ridurre la capacità delle banche di erogazione dei prestiti.

“Sui criteri Eba il Sistema-Paese deve battersi, a tutti i livelli: non si può avere un approccio khomeinista alla contabilità, che è un mezzo e non un fine, essendo il vero fine il benessere dei cittadini”, sottolinea.

Secondo Vegas, per fronteggiare la crisi europea è necessario un approccio nuovo anche da parte della Bce, il cui ruolo non può limitarsi all‘acquisto di titoli di stato dei paesi periferici sul solo mercato secondario, e bisogna rivedere i trattati e statuti europei.

“La Fed e la Banca d‘Inghilterra stampano moneta. La Bce non può farlo. Allora, o cambiamo il ruolo delle Bce, oppure dobbiamo accettare il rischio che l‘euro salti, e ogni Paese torni alla sua valuta nazionale”, dice il presidente dell‘Autorità che non crede alle voci su un piano segreto dei governi per tornare alle vecchie valute nazionali.

“Sarebbe un distastro, ideale e materiale”, dice.

“Ma certo il rischio che la moneta unica non regga in queste condizioni, esiste”, aggiunge.

In materia di interventi sull‘operatività della borsa, Vegas ha ricordato che da domani saranno vietate le vendite allo scoperto di tipo “naked” - ovvero quelle non assistite dalla disponibilità dei titoli al momento dell‘ordine - a tutte le categorie di titoli del listino. Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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