23 novembre 2011 / 07:50 / 6 anni fa

Borse Asia-Pacifico in calo su Pmi Cina, timori crescita Usa

SINGAPORE (Reuters) - Seduta in deciso calo per le borse dell‘area Asia-Pacifico sulla scia di dati che hanno mostrato per il settore industriale cinese a novembre la contrazione più forte degli ultimi 32 mesi alimentando - dopo la revisione al ribasso ieri della crescita Usa - i timori per l‘economia globale.

<p>Borse Asia-Pacifico in calo su Pmi Cina, timori crescita Usa. REUTERS/Cheryl Ravelo</p>

Le borse europee dovrebbero riflettere l‘andamento dell‘Asia aprendo in negativo, colpite tra l‘altro dalle indiscrezioni sulla stampa belga secondo cui il salvataggio franco-belga della banca Dexia - prima vittima della crisi del debito sovrano della zona euro - sarebbe nuovamente in discussione con potenziali implicazioni negative per la tripla A della Francia.

Il dollaro sale su tutti i cross con gli investitori alla ricerca della relativa sicurezza offerta dal biglietto verde.

Intorno alle 8,25 l‘indice Msci dell‘area Asia-Pacifico, che non comprende il Nikkei, cede oltre il 2%. La borsa di Tokyo oggi è chiusa per festività.

I volumi sono bassi, con l‘avversione al rischio rafforzata dalla doppia minaccia di un‘economia Usa più debole e di un inesorabile peggioramento della crisi del debito in Europa.

I settori più colpiti dalle vendite sono quelli delle materie prime e della tecologia.

In particolare i minerari accusano un doppio colpo a SYDNEY, penalizzati prima dal via libera della camera australiana ai piani per imporre una tassazione del 30% sui settori di ferro e carbone e poi dai dati della Cina, fonte chiave per la domanda di materie prime. Le big BHP Billiton e Rio Tinto cedono oltre il 3% trascinando l‘indice.

A SEOUL è il colosso tecnologico Samsung Electronics, grande esportatore verso le economie occidentali in difficoltà, a pesare su un listino in deciso ribasso.

Dopo i dati sul settore industriale cinese SHANGHAI chiude in calo dello 0,7% mentre HONG KONG mostra un ribasso più accentuato, appesantita dai titoli legati alle materie prime. Prada sale di circa mezzo punto percentuale.

SINGAPORE è appesantita dai bancari mentre a TAIWAN il calo del 2,77% con cui viene archiviata la seduta è legato soprattutto ai produttori di pannelli Lcd.

MUMBAI cede oltre il 3% ai minimi di due anni, in vista della scadenza di derivati, in un clima di crescente sfiducia nell‘economia domestica e globale.

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