22 novembre 2011 / 14:39 / 6 anni fa

Fiat, Fiom non esclude sciopero generale, subito stop 2 ore

ROMA (Reuters) - La Fiom ha deciso di proclamare due ore di sciopero con assemblea da qui al 29 novembre contro la decisione della Fiat di disdettare il contratto nazionale dal 1° gennaio 2012, e non esclude di arrivare ad uno sciopero generale dei metalmeccanici.

Lo ha detto il segretario generale Maurizio Landini annunciando che il 29 novembre si riunirà il Comitato centrale della Fiom, organismo deputato alla eventuale proclamazione dell‘astensione dal lavoro.

“Saranno due le ore di sciopero con assemblea da qui al 29”, ha detto Landini spiegando che la sua organizzazione ha esaurito le ore di assemblea e per questo le riunioni saranno fatte in regime di sciopero.

“Abbiamo poi deciso di convocare il Comitato centrale il 29 che valuterà ulteriori iniziative in base a come si evolverà la situazione”, ha aggiunto il sindacalista precisando di “non escludere” la proclamazione di uno sciopero generale di categoria.

GOVERNO MONTI PRENDA POSIZIONE CONTRO VIOLAZIONE LIBERTA’

La Fiom chiede poi al nuovo governo guidato da Mario Monti di esprimere la propria posizione sulle decisioni del Lingotto.

“Se questo governo ha qualcosa da dire di diverso dal precedente questa è l‘occasione. E’ finito il tempo delle ipocrisie”.

Fiat ha inviato ieri una lettera ai sindacati in cui annuncia la disdetta dei contratti di lavoro attualmente in vigore negli stabilimenti auto italiani dal 31 dicembre prossimo. Medesima linea sarà adottata da Fiat Industrial, divisione che produce veicoli industriali.

Una fonte del gruppo ha spiegato che si tratta di una iniziativa propedeutica alla definizione del contratto nazionale del gruppo Fiat Auto che dovrà sostituire i contratti di lavoro attualmente in corso.

L‘iniziativa è parallela e contemporanea alla uscita di Fiat da Confindustria dalla fine di quest‘anno.

La Fiom ritiene che il modello al quale si ispirerà il nuovo contratto del Lingotto sia quello dell‘accordo siglato a Pomigliano e Mirafiori, e non sottoscritto dai metalmeccanici della Cgil, perché considerato lesivo dei diritti dei lavoratori in termini di diritto allo sciopero, retribuzione in caso di malattia, e pause per chi è impiegato nelle catene di montaggio. L‘intesa prevede poi che al sindacato non firmatario sia negato il diritto ad eleggere le proprie rappresentanze sindacali.

Proprio per questo Fiom è pronta ad adire le vie legali qualora da gennaio, applicando un nuovo contratto sul modello Pomigliano, Fiat non riconoscesse più le Rsa dei meccanici Cgil.

Secondo Landini poi, il Lingotto sta applicando l‘articolo 8 della manovra estiva che subordina ai contratti aziendali raggiunti a maggioranza anche la legge (come lo Statuto dei lavoratori) e i contratti nazionali, e dice che la Fiom è pronta a raccogliere le firme per un referendum abrogativo.

“Il tentativo di Fiat è uno strappo democratico alle libertà sindacali. La cancellazione del contratto nazionale di lavoro apre una nuova fase di modifica radicale del sistema delle relazioni e del ruolo del sindacato, che a quel punto diventa corporativo e aziendale”, conclude Landini.

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