15 novembre 2011 / 14:23 / tra 6 anni

Borsa Milano chiude negativa, crolla Finmeccanica, giù Unicredit

MILANO (Reuters) - Le tensioni sul debito italiano continuano a dominare gli scambi di Piazza Affari, anche se nel pomeriggio il listino milanese riesce a risollevarsi dai minimi grazie a qualche sviluppo incoraggiante sul fronte della formazione di un nuovo governo.

Dopo la notizia nel primo pomeriggio di una visita di Mario Monti al Quirinale, che ha anche brevemente spinto la borsa italiana in territorio positivo, verso il finale sono arrivate le dichiarazioni del leader della Cisl Raffaele Bonanni che ha riferito che il presidente del Consiglio incaricato conta di presentare la lista dei nuovi ministri “in tempi rapidissimi”.

Un sostegno ai mercati internazionali è arrivato anche da dati macro Usa migliori delle attese che hanno contribuito ad arginare le perdite a Wall Street.

I mercati restano comunque in fibrillazione, con l‘euro sceso sotto 1,35 dollari nelle ultime battute degli scambi azionari europei.

Anche sul mercato obbligazionario permangono le tensioni e lo spread tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi nel finale si attesta intorno a 540 punti base.

“E’ una situazione molto difficile e di grande incertezza, c’è una pressione molto forte sull‘Italia, ma anche sulla Francia”, commenta un operatore, sottolineando come oggi si sia allargato anche il differenziale tra i titoli governativi francesi e le controparti tedesche.

“Se non ci sarà un ritorno di fiducia in qualche giorno il mercato farà fatica a reggere”, prosegue.

L‘indice Ftse Mib, arrivato a cedere fino al 3%, chiude in ribasso dell‘1,08%. L‘AllShare perde l‘1,01%. Volumi nel finale intorno a 2,1 miliardi di euro.

Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 arretra dello 0,34%, con Londra piatta, Francoforte in calo dello 0,87% e Parigi che accusa una perdita dell‘1,92%. A Wall Street gli indici sono in ribasso di circa mezzo punto percentuale.

* Tra i singoli titoli spicca in negativo il crollo di FINMECCANICA, che archivia la giornata con un calo del 20% circa dopo l‘annuncio di risultati deboli e ricavi per l‘intero 2011 inferiori alle previsioni fornite a luglio. “Davvero ogni giorno ha la sua pena: ieri Unicredit, oggi Finmeccanica con i suoi 750 milioni di oneri non ricorrenti: temo che la crisi sia diventata anche una occasione per fare un po’ di repulisti sui bilanci”, dice un trader.

* Dopo il -6% di ieri, UNICREDIT cede il 4,5% ancora sulla scia della perdita monstre registrata nel trimestre a causa delle svalutazioni. Gli analisti cominciano a ragionare anche sul piano industriale e alcuni mettono in evidenza gli obiettivi ambiziosi alla luce dello scenario macro difficile e i rischi di esecuzione.

* In ordine sparso le altre banche italiane, con POP MILANO in ribasso del 4,2% ma UBI, che ha diffuso la trimestrale prima dell‘apertura di borsa, in progresso dello 0,7%. INTESA SP cede intorno a un punto percentuale in un comparto europeo che perde l‘1,85%.

* Si rafforza nella seconda parte della seduta MEDIOLANUM con un progresso di circa il 2%.

* Tra i titoli a minore capitalizzazione balza di oltre il 9% MONDO HOME. Nuova caduta di PRELIOS, che lascia sul terreno il 22,5% sulla scia di svalutazioni superiori alle attese e per le incertezze sul futuro, conseguenza della crisi finanziaria ma anche della struttura del gruppo.

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