10 novembre 2011 / 13:03 / tra 6 anni

Italia, produzione industriale settembre -4,8% su mese

ROMA/ MILANO (Reuters) - Netto calo, più ampio delle previsioni, per la produzione industriale italiana, che in settembre si è contratta, su base destagionalizzata, del 4,8% mensile, il calo maggiore dal dicembre 2008.

Lo indicano i dati dell‘Istat, che ha inoltre rivisto al ribasso, a +3,9% da +4,3%, la rilevazione di agosto.

L‘indice della produzione industriale, corretto per i giorni lavorativi, ha invece registrato un calo del 2,7% su base annua dal +4,7% di agosto.

Le previsioni degli economisti elaborate da Reuters indicavano calo del 3% su mese e una crescita del 2,1% su anno.

“La netta discesa di settembre è stata anche superiore alle nostre attese” spiega l‘economista di Societe Generale Cib Vladimir Pillonca che aggiunge come la revisione di agosto sia stata dettata da un dato “distorto a causa dell‘esiguità del campione”.

L‘economista di Intesa Sanpaolo Anna Maria Grimaldi conferma che il calo della produzione registrato il mese scorso “viene in parte a correzione del dato di agosto, che soffre di altà stagionalità”.

“Il terzo trimestre ha visto un crollo della produzione in tutta Europa: c’è sicuramente un elemento italiano di genuino rallentamento, forse anche più forte di Francia e Germania, ma c’è anche una correzione rispetto a quello che si è visto in agosto” spiega la Grimaldi.

La produzione industriale francese - i dati sono stati diffusi stamane - ha perso un 1,7% in settembre, dopo il +0,5% di agosto, a fronte di attese per una contrazione limitata allo 0,7% . Meno 2,7% invece per la produzione tedesca, dopo il -0,4% di agosto, su attese di un -0,5% .

Nella nota odierna l‘Istat spiega che “gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a settembre 2011, una crescita tendenziale per il solo comparto dell‘energia (+6,7%). Diminuiscono invece in modo significativo i beni di consumo (-7,1%) e, in misura più contenuta, i raggruppamenti dei beni intermedi (-2,5%) e dei beni strumentali (-0,2%)”.

“I settori che in settembre registrano le diminuzioni tendenziali più ampie sono quelli delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-12,7%) e della fabbricazione di prodotti chimici (-9,3%)” prosegue il comunicato.

ITALIA ORMAI IN STAGNAZIONE

Sull‘intero terzo trimestre l‘istituto di statistica stima ora una contrazione complessiva della produzione industriale dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

“Fino ad oggi il segnale più incoraggiante sul ciclo italiano veniva dalla produzione industriale” nota Vladimir Pillonca. “Il succo di tutto questo è che ora prevediamo un pil in lieve riduzione o al più in stagnazione nel terzo trimestre, prima di contrarsi più ampiamente nel quarto”.

“Prevediamo uno 0,1% di crescita nel terzo trimestre” aggiunge la Grimaldi. “Di fatto la situazione dei mesi estivi è di semi stagnazione, e la tendenza è verso un ulteriore rallentamento a fine anno”.

Stamane la Commissione europea ha rivisto al ribasso le sue stime di crescita per l‘Italia ad un +0,5% per l‘anno in corso, dallo 0,7% comunicato in settembre. Più netto il taglio operato da Bruxelles sulle stime relative al 2012: +0,1% dall‘1,3%.

Stime che l‘economista di Societe Generale Cib definisce “considerevolmente più ottimistiche delle nostre”.

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