4 novembre 2011 / 07:34 / 6 anni fa

Italia accetta monitoraggio Fmi, no richiesta linea credito

di Luke Baker e Giselda Vagnoni

<p>Italia, fonte: s&igrave; a monitoraggio su progressi riforme da Ue/Fmi. REUTERS/Bogdan Cristel</p>

CANNES (Reuters) - Incalzata dai mercati e dai partner europei, l‘Italia ha accettato che i suoi progressi sulla riforma delle pensioni, del mercato del lavoro e delle privatizzazioni siano monitorati da Fmi e Ue. Lo riferiscono fonti europee, mentre funzionari italiani si limitano a parlare di “consigli” che verrebbero da Washington.

Le fonti Ue escludono la richiesta da parte dell‘Italia di una linea di credito precauzionale, il cui principale problema è riconquistare la fiducia dei mercati.

“Con il clima generale che c’è e la mancanza di credibilità dell‘Italia, ogni piccolo contrattempo o problema si aggrava e peggiora le cose, per cui i mercati non possono avere fiducia” ha detto una fonte Ue.

“Dobbiamo essere sicuri che ci sia credibilità negli obiettivi dell‘Italia - che l‘Italia li raggiunga. Abbiamo deciso di coinvolgere il Fmi nel monitoraggio, avvalendoci del loro metodo e gli italiani dicono che si può fare”, ha aggiunto.

Un funzionario italiano a Cannes ha voluto precisato che Roma è disponibile a chiedere “‘advice’ (consigli) al Fondo solo sull‘applicazione delle conclusioni dell‘Eurogruppo del 27 ottobre. Gli ‘advice’ del fondo si affiancheranno al ruolo della Commissione Ue”.

Per una fonte tecnica italiana a conoscenza dei contatti tra Roma e il Fondo monetario, “l‘attivazione di un monitoraggio mirato a verificare l‘attuazione degli impegni del governo non significa che a breve arriverà da Roma anche la richiesta di un sostegno finanziario dell‘Fmi”.

“Se l‘Italia aprisse una linea di credito con il Fondo, precauzionale o di altro tipo, vanificherebbe l‘effetto che cerca di ottenere con il monitoraggio rafforzato, ovvero il recupero della credibilità nella sua capacità di fare le riforme”, riferisce la fonte, aggiugendo che “la proposta del monitoraggio è stata avanzata dall‘Fmi alle autorità italiane poco meno di un mese fa”.

Secondo i pochi elementi a disposizione il nuovo monitoraggio significherebbe una sorveglianza mirata sugli impegni presi dal governo e portati al summit Ue del 26 ottobre che si aggiungerebbe a quella “ex articolo IV” a cui sono normalmente vincolati i paesi azionisti del Fondo e che si traduce in una missione annuale degli ispettori dell‘Fmi in Italia.

Il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani, esponente del Pdl, ha osservato da Roma che il monitoraggio dell‘Italia da parte del Fondo monetario internazionale sul procedere delle riforme strutturali non può essere visto come un commissariamento.

“L‘Italia ha firmato i trattati di adesione, quindi la colaborazione con gli enti internazionali non può essere vista come un commissariamento così come la lettera della Bce”, ha detto Tajani ai cronisti a margine di un convegno.

Secondo la fonte tecnica, il monitoraggio più stretto che sarebbe stato concordato ieri notte tra il governo italiano e l‘organismo multilaterale significherebbe, probabilmente, missioni più frequenti da parte degli ispettori di Washington, a fianco della sorveglianza da parte dell‘Europa.

Per capire meglio le modalità di questo monitoraggio bisognerà attendere nel pomeriggio la conferenza stampa del direttore del Fondo, Christine Lagarde.

La decisione italiana arriva dopo che la Grecia ha fatto marcia indietro rispetto all‘ipotesi di indire un referendum sull‘adesione all‘euro e le forze politiche greche cercano un accordo su un nuovo programma di salvataggio da 130 miliardi di euro.

Le tensioni sul futuro della Grecia e sugli altri paesi periferici della zona euro hanno portato ieri sera i leader di Francia, Germania, Italia, Spagna, Bce, Fmi, istituzioni europee e il presidente Usa Barack Obama a valutare le opzioni sul tappeto per rafforzare le risorse finanziarie del Fmi e avere altri strumenti per combattere la crisi della zona ed evitare al mondo una nuova recessione.

Una fonte G20 ha detto che non c’è una cifra concordata per aumentare le risorse del Fondo, con uno sforzo in arrivo che dovrebbero arrivare soprattutto dai paesi emergenti, ma che si parla di un aumento delle risorse nel range 300-350 miliardi di dollari.

- hanno collaborato Francesca Landini a Milano, Alberto Sito a Roma

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below