31 ottobre 2011 / 10:20 / 6 anni fa

Italia, inflazione ottobre balza a max 3 anni, pesa Iva

ROMA/MILANO (Reuters) - In ottobre l‘inflazione italiana è cresciuta nettamente più delle attese per effetto dell‘aumento Iva introdotto a metà settembre e si è portata in termini tendenziali sui massimi da tre anni.

<p>Italia,Istat:inflazione ottobre +3,4% per Iva, massimo da 3 anni. REUTERS/John Kolesidis</p>

Gli analisti sottolineano però che si tratta di un fattore straordinario e che dal picco attuale è prevedibile una graduale discesa.

Secondo i dati provvisori di Istat, l‘indice Nic dei prezzi al consumo è salito dello 0,6% su settembre, massimo da giugno 1995, mentre su base annuale è cresciuto al 3,4% sui livelli di ottobre 2008; il mese scorso l‘indice era rimasto stabile su base congiunturale ed era aumentato del 3% su base tendenziale. Per ottobre gli economisti si aspettavano rispettivamente un incremento dello 0,1% e del 3%.

Più stabile il contesto europeo, dove i prezzi sono rimasti fermi al 3%.

IMPATTO IVA OLTRE ATTESE, MA NON STRUTTURALE

Ad attribuire il balzo di questo mese al passaggio dell‘Iva dal 20% al 21% è lo stesso Istat: “La crescita dell‘inflazione rispecchia gli effetti della manovra. L‘aumento dell‘Iva incide su metà del paniere”, spiega un ricercatore dell‘istituto.

Un elemento che era stato sottovalutato dagli economisti. “Mi sorprende che l‘aumento dell‘Iva al 21% sia stato incorporato al 100% nonostante il calo della domanda che avrebbe dovuto funzionare da freno”, dice Annalisa Piazza di NewEdge che sottolinea una “discrepanza fra l‘andamento dei prezzi dei beni e quello dei prezzi dei servizi, che meglio riflettono il rallentamento della domanda”. Secondo i dati Istat la crescita tendenziale dei prezzi dei beni ad ottobre è pari al 3,8% dal 3,3% di settembre, quella dei servizi scende al 2,6% dal 2,7%.

L‘inatteso rialzo dell‘indice ha portato alcuni a rivedere le stime annuali. Aletti Gestielle, ad esempio, ha alzato la previsione sul 2011 al 2,7% dal 2,6% precedente, mentre per il 2012 ha una stima al 2%. “L‘inflazione rimarrà sopra quel livello almeno per tutti i primi sei mesi del 2012, anche se in modesto e graduale rallentamento. A partire da luglio dovrebbe scendere sotto il 2%”, spiega l‘analista della società Laura Cavallaro.

Per l‘Istat l‘inflazione acquisita per il 2011 è pari ad oggi al 2,7%.

Le componenti che più hanno contribuito al rialzo, spiega Annalisa Piazza, sono tre: bevande alcoliche-tabacco, abbigliamento-calzature, abitazione-acqua-elettricità-combustibile, “che possiamo tutte considerare one-off”. Gli economisti citano per i tre settori l‘effetto dell‘aumento del prezzo delle sigarette, la presentazione delle nuovi collezioni di abbigliamento (accanto all‘effetto Iva) e il rialzo di tutti i carburanti e del gas naturale.

La prospettiva di un rallentamento della dinamica dei prezzi è condivisa anche da Chiara Corsa di Unicredit: “Penso questo possa essere il picco e che nel medio termine la prospettiva resti quella di una discesa dell‘inflazione. L‘aumento dell‘Iva è un fattore straordinario, non vedo una dinamica sostanzialmente mutata e non vedo conseguenze sui consumi”.

INFLAZIONE EUROPA STABILE AL 3%, OCCHI SU BCE GIOVEDI’

L‘indice italiano armonizzato, che concorre a determinare la statistica europea, mostra un aumento mensile dello 0,9% dal +2,0% di settembre e del 3,8% annuale, massimo da settembre 2008, dal +3,6% dello scorso mese. Le stime degli economisti indicavano un incremento dello 0,5% per il dato congiunturale e del 3,4% per quello tendenziale. Va ricordato che da quest‘anno c’è una diversa classificazione dei prodotti stagionali da parte di Eurostat.

I dati preliminari sulla zona euro mostrano prezzi stabili al +3% su anno contro attese di +2,9%. Secondo Marco Valli di Unicredit il dato lievemente superiore alle attese è legato proprio al contributo dell‘indice italiano, che ha risentito come il Nic dell‘effetto Iva.

Unicredit prevede che nell‘area della moneta unica l‘inflazione scenderà solo leggermente a novembre per portarsi a 2,5-2,6% in dicembre e scendere sotto il 2% il prossimo aprile. “Anche prima della sorpresa di oggi, pensavamo che la probabilità di un taglio dei tassi della Bce questo giovedì fosse scarsa. Nonostante il protrarsi del deterioramento degli indicatori economici, la stabilità dell‘inflazione al 3% rende ancora più difficili interventi della Bce nel breve termine”.

Gli economisti si aspettano per lo più che giovedì i tassi saranno mantenuti invariati dal consiglio della Bce, che saluterà la transizione dalla presidenza Trichet e quella di Draghi, che entrerà ufficialmente in carica domani. [ID:nL5E7LS1JI]

- ha collaborato Giuseppe Fonte

Claudia Cristoferi Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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