24 ottobre 2011 / 17:58 / 6 anni fa

Ue valuta opzioni assicurazione, Spiv per potenziare Efsf

BERLINO (Reuters) - L‘Unione Europea sta valutando di combinare due diverse proposte per il potenziamento della capacità di credito del fondo salva-stati europeo, l‘Efsf: un meccanismo di tipo assicurativo e la costituzione di società veicolo (Spiv, “special purpose investment vehicule”).

Lo si apprende da un documento Ue per il summit europeo di mercoledì, di cui Reuters è venuta in possesso, in cui si sottolinea che nessuna delle due opzioni - che non si escludono a vicenda - richiederebbe cambiamenti dell‘attuale struttura dell‘Efsf, già approvata dai parlamenti di tutti i paesi membri dell‘euro.

L‘obiettivo dichiarato della zona euro è di potenziare la capacità di fuoco dell‘Efsf, senza aumentarne la dotazione di 440 miliardi di euro.

Dopo che la Francia ha abbandonato l‘idea di trasformare il fondo in una banca, i leader dell‘Unione Europea dovranno decidere nel vertice di dopodomani verso quale delle due soluzioni rimaste sul tavolo indirizzarsi, con quotazioni che appaiono in rialzo per l‘ipotesi di una combinazione delle due.

Secondo il modello assicurativo l‘Efsf potrebbe favorire il un rafforzamento della fiducia del mercato sulle emissioni di nuovo debito da parte dei paesi in difficoltà finanziaria, garantendo per un‘ancora imprecisata porzione delle perdite che emergerebbero in caso di default dell‘emittente.

Nella pratica, spiega il documento, l‘Efsf concederebbe un prestito al paese emittente che utilizzerebbe i fondi per comprare bond dello stesso fondo che a loro volta verrebbero utilizzati come collaterale in una sorta di certificato di parziale protezione sull‘emissione di titoli di stato.

Tale proposta non si applicherebbe agli stati che già ricevono fondi dall‘Ue e dal Fmi in quanto al momento non emettono bond sul mercato.

Nell‘altro schema, uno o più Spiv verrebbero costituite sia a livello centrale sia dei singoli stati per investire sul mercato dei titoli di stato, sia primario sia secondario.

Tali strutture, che riceverebbero un rating, potrebbero essere rivolte al tradizionale mercato del reddito fisso attraendo investitori internazionali pubblici e privati, prosegue il documento.

Le società veicolo sarebbero finanziate da strumenti di mercato, di debito e di capitale, nelle quali andrebbe ad investire lo stesso Efsf che si accollerebbe anche la prima porzione delle eventuali perdite in caso di default di un emittente.

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