18 ottobre 2011 / 07:18 / 6 anni fa

Borsa Milano chiude in rialzo seduta nervosa, ok banche e auto

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in moderato rialzo una seduta nervosa, che ha visto ripetute oscillazioni.

<p>Un'immagine della Borsa di Milano. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

I tentativi di rimbalzo - guidati dai titoli che ieri hanno perso di più - sono stati abortiti a più riprese, e anche l‘ultimo allungo, nel finale, ha avuto il fiato corto.

Gli investitori mantengono un atteggiamento cauto, dopo le dichiarazioni di ieri sull‘evoluzione della crisi greca e sull‘esito del prossimo vertice Ue. Pesano anche il rallentamento della crescita cinese e le trimestrali Usa, tutt‘altro che esaltanti.

In chiusura, l‘indice FTSE Mib ha guadagnato lo 0,35%, non riuscendo a riportarsi stabilmente sopra quota 16.000 punti (15.970,14 punti la chiusura, 16.022,91 punti il massimo intraday). Il FTSE All Share è salito dello 0,31% e il Mid Cap dello 0,47%.

Volumi per un controvalore di 2 miliardi di euro.

* Male ENEL (-1,79%), sebbene l‘AD Fulvio Conti, in un‘intervista, si sia detto fiducioso sul raggiungimento degli obiettivi di Ebitda 2011 e abbia escluso una ristrutturazione del debito. I trader ritengono che pesi negativamente l‘emissione, ieri, di un bond da 2,25 miliardi di euro, dato che, nonostante la domanda sia stata eccezionale, il gruppo è costretto a pagare cedole elevate (4,625% e 4,691% per le due tranche dell‘emissione). In una breve nota a commento dell‘operazione, un broker italiano scrive che “l‘utile di Enel potrebbe essere ulteriormente sotto pressione nei prossimi mesi se il rischio sul debito sovrano dei paesi periferici resterà elevato”.

* TERNA ha lasciato sul terreno l‘1,95%: l‘AD Flavio Cattaneo ha confermato il dividendo per quest‘anno, ma non ha fornito dettagli sul 2012, ricordando l‘impatto della cosiddetta Robin Hood tax.

* Tenuta complessiva delle banche, ma, secondo l‘interpretazione degli operatori, più per un movimento tecnico dopo il tracollo di ieri che per un ritrovato ottimismo. UNICREDIT è salita del 2,7%, accelerando nel finale. Sprint in dirittura d‘arrivo anche di INTESA SANPAOLO (+1,22%), BANCO POPOLARE (+0,84%) e UBI (+1,72%). Pesante MONTEPASCHI: -1,19%.

* Rimbalzo dell‘automotive, che aveva scontato il giorno prima i dati sulle immatricolazioni in Europa. PIRELLI è balzata del 3,94%. FIAT ha guadagnato il 2,35% e FIAT INDUSTRIAL il 2,19%. Nel comparto, fuori dal paniere principale, SOGEFI ha salutato i risultati trimestrali con un progresso del 5,55%, mentre BREMBO è avanzata del 3,5%.

* La prospettiva dell‘apertura del capitale della controllata Aldeasa ad un socio industriale per il settore dei duty free, dice un trader, ha consentito ad AUTOGRILL di mettere a segno un rialzo del 3,72%.

* Debole MEDIASET (-1,17%), penalizzata dallo scivolone della controllata spagnola Mediaset Espana, dopo che Credit Suisse ha declassato la media company iberica ad “underperform” da “neutral” e più che dimezzato il target price, a 3,7 da 8,6 euro, citando timori di contrazione del mercato pubblicitario televisivo in Spagna.

* A picco ieri, a causa della revisione al ribasso delle previsioni sull‘esercizio in corso, DIASORIN ha rimbalzato senza convinzione (+0,71%).

* Zoppicante TELECOM ITALIA (-1,83%). In un report che riporta le previsioni sui risultati del terzo trimestre, che verranno comunicati il prossimo 10 novembre, un broker estero scrive di attendersi un miglioramento dei risultati, ma aggiunge che l‘outlook sul 2012 è incerto, soprattutto per l‘impatto che potrebbero avere interventi di Moody’s e S&P sul rating.

* In calo TOD‘S (-2,61%), che, sostiene un dealer, “risente del rallentamento dell‘economia cinese”.

* Tra le small e mid cap, TISCALI ha guadagnato il 2,2% nella giornata in cui ha siglato un accordo con i sindacati sul nuovo piano industriale.

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