12 ottobre 2011 / 15:18 / 6 anni fa

Draghi: rischio ingovernabilità dei conti senza azioni rapide

di Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - Il governo italiano deve agire con rapidità per rendere operativi i tagli alla spesa corrente e aggredire la crescita perché i conti pubblici italiani potrebbero risultare ingovernabili se i tassi di interesse continuano a crescere come negli ultimi tre mesi.

Lo ha detto il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi nel corso del suo intervento per un convegno nell‘ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell‘unità d‘Italia alla presenza del capo dello Stato.

“Occorre agire con rapidità. E’ stato già perso troppo tempo. Aumento dei tassi di interesse della dimensione di quelli verificatisi negli ultimi tre mesi, se protratti, avrebbero l‘effetto di vanificare in non piccola parte le misure approvate con i decreti legge convertiti in settembre, con un ulteriore possibile effetto negativo sul costo del debito in una spirale che potrebbe risultare ingovernabile”, ha avvertito il futuro governatore della Banca centrale europea.

Il governo deve promulgare “senza indugio” i decreti attuativi della manovra estiva, soprattutto quelli con riferimento alla riduzione permanente della spesa corrente.

Ma se gli interventi realizzati la scorsa estate per anticipare al 2013 il pareggio di bilancio e riconquistare la fiducia dei mercati “avviano la finanza pubblica italiana lungo un sentiero di maggiore sostenibilità”, non sono comunque sufficienti: “Senza aggredire alla radice il problema della crescita lo stesso risanamento della finanza pubblica è a repentaglio”.

Il monito del governatore è il secondo autorevole appello in poche ore a Silvio Berlusconi ad assumere le iniziative necessarie per fronteggiare la crisi del debito della zona euro che insidia l‘Italia.

In mattinata il capo dello Stato aveva chiesto al governo, la cui maggioranza sembra sempre più instabile e divisa, di dimostrare la capacità di rispettare gli impegni annunciati in vista del voto di fiducia atteso per venerdì.

Uno di questi è la scelta del nuovo governatore della Banca d‘Italia che a meno di 20 giorni dal passaggio di Draghi a Francoforte non è stato ancora nominato per dissidi tra Berlusconi e il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti.

CORDONE DI SICUREZZA ATTORNO BANKITALIA CONTRO PROTESTE

L‘altro è quello di adottare un decreto con le misure urgenti per rilanciare una crescita sempre più asfittica contro la quale hanno protestato alcune decine di manifestanti contenuti da numerosi blindati di polizia e carabinieri attorno alla sede di via Nazionale.

“L‘adozione delle misure necessarie si è finora scontrata con difficoltà apparentemente insormontabili”, osserva Draghi.

“Eppure sia la storia sia gli elementi positivi che oggi pur si colgono nel Paese mostrano che esso non è al di sopra delle nostre possibilità”.

Draghi ha ricordato che “una tentazione atavica dell‘Italia, ricordata da Alessandro Manzoni, è di attendere che un esercito d‘oltralpe risolva i nostri problemi. Come in altri momenti della nostra storia, oggi non è così. E’ importante che tutti i cittadini ne siano consapevoli. Sarebbe una tragica illusione pensare che interventi risolutori possano giungere da fuori”.

Draghi è sembrato togliere terreno a quanti sostengono che un accordo europeo sul fondo di salvataggio potrebbe togliere l‘Italia dallo stato di emergenza in cui si trova e quindi rendere non necessarie ulteriori strette.

“E’ importante che tutti ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell‘economia italiana possono venire solo dagli italiani. Sarebbe una tragica illusione pensare che interventi risolutori possono giungere da fuori”.

In agosto il governo ha varato ulteriori misure di correzione dei conti su richiesta scritta della Bce firmata da Draghi e dal presidente Jean-Claude Trichet.

La manovra aggiuntiva è servita ad ottenere l‘acquisto di titoli di Stato italiani da parte dell‘istituto di Francoforte ma ha suscitato le proteste di chi vi ha visto una illecita interferenza.

Draghi ha difeso l‘iniziativa di Francoforte dicendo che “il risanamento e la crescita non sono una imposizione esterna, sono problemi che vanno risolti soprattutto a beneficio dell‘Italia”.

In ballo c’è la credibilità del nostro Paese che deve “fare la sua parte” per risolvere la crisi della zona euro.

“Solo i Paesi che si assumono le proprie responsabilità e che mantengono con rigore gli impegni presi sono partner credibili, a maggior ragione nella fase di ulteriore integrazione e condivisione di doveri che si prospetta per l‘Unione Europea”, ha detto Draghi.

“Salvando noi stessi contribuiremo in modo decisivo alla salvezza dell‘Europa”.

- ha contribuito Alberto Sisto

(In redazione a Roma Paolo Biondi, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: paolo.biondi.reuters.com@reuters.net)

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