7 ottobre 2011 / 12:07 / 6 anni fa

Italia, Draghi: priorità assoluta uscire da stagnazione

ROMA (Reuters) - La prima preoccupazione dell‘Italia è avviare riforme strutturali che rilancino lo sviluppo e permettano di uscire dalla stagnazione economica.

<p>Il governatore di Bankitalia e a breve della Banca centrale europea Mario Draghi. REUTERS/Francois Lenoir</p>

E’ quanto sostiene il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi in un discorso dal titolo “Giovani e crescita” preparato per il seminario dell‘Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà organizzato dal deputato del Pdl Maurizio Lupi nell‘Abbazia di Spineto a Sarteano.

“Uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo con misure strutturali è oggi una priorità assoluta della politica economica nel nostro paese”, dice il futuro presidente della Banca centrale europea.

“Occorre rimuovere una serie di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all‘attività economica, definire un più favorevole contesto istituzionale per l‘attività delle imprese, promuovere una maggiore accumulazione di capitale fisico e di capitale umano”, ha aggiunto.

Nell‘ultimo decennio l‘economia italiana, la terza della zona euro e quella con il debito più alto debito in rapporto al Pil dopo la Grecia, ha registrato uno dei tassi di espansione più bassi tra i paesi europei.

Il governo italiano, il cui grado di solvibilità nell‘ultimo mese è stato rivisto al ribasso dalle due agenzie di rating Standard and Poor’s and Moody‘s, ha abbassato le previsioni di crescita per quest‘anno e il prossimo rispettivamente allo 0,6 e allo 0,7%.

“La bassa crescita dell‘Italia negli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni di contribuire allo sviluppo economico e sociale con la loro capacità innovativa, la loro conoscenza, il loro entusiasmo”, si legge nel discorso.

Draghi osserva che per cogliere più prontamente le opportunità di crescita sui mercati globali è necessario “favorire i processi di riallocazione dei lavoratori tra imprese e settori” e “ridurre il grado di segmentazione del mercato del lavoro”.

Per il governatore bisogna intervenire per ridurre la divisione tra settori protetti e non protetti, modificando la regolamentazione delle diverse tipologie contrattuali ed estendendo la copertura degli istituti assicurativi.

In questo modo sarà possibile “riequilibrare le opportunità occupazionali e le prospettive di reddito, oggi fortemente sbilanciate a favore delle generazioni più anziane”.

Un fattore cruciale di competitività è lo stock di capitale umano, che osserva Draghi “oggi è inferiore in quantità e qualità rispetto ai paesi con cui competiamo sui mercati” e per incrementare il quale “è indispensabile proseguire nell‘azione di riforma del settore dell‘istruzione”.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224210, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net)

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