5 ottobre 2011 / 15:08 / 6 anni fa

Nuove critiche a Tremonti. Tensioni su taglio fondi Fas

ROMA (Reuters) - Non si sono ancora placate le polemiche sul riferimento alle elezioni anticipate in Spagna che il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, finisce nel mirino per una nuova infornata di tagli alle infrastrutture.

Questa volta è il titolare delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ad aprire il fronte delle polemiche, dichiarandosi “nettamente contrario” a tagliare 6 miliardi di Fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) assegnati a opere già contrattualizzate.

Il nodo, anticipato dal Sole 24 ore, consiste nel fatto che la revoca del finanziamento comporta il rischio di danno erariale in caso di ricorso da parte delle imprese aggiudicatarie.

“E’ chiaro che ci sono contratti firmati e sarebbe assurdo tagliare i fondi per poi pagare delle penali eguali a quei fondi che si vorrebbero risparmiare”, ha detto Matteoli questa mattina parlando con i cronisti, secondo quanto conferma il suo portavoce.

Anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia critica Tremonti: “E’ preoccupante che il decreto sviluppo non solo non preveda nuove risorse per le infrastrutture, l‘efficienza energetica e quello che serve per il rilancio, ma i 6 miliardi di tagli ai costi dei ministeri sarebbero tagli ai Fas. Dunque ulteriori tagli alle infrastrutture”.

“Se è così non è certo un decreto sviluppo”, ha aggiunto la Marcegaglia intervenendo a un seminario della Luiss.

MATTEOLI VUOLE STRETTO SPA FUORI DA RIASSETTO ANAS

Sono diverse le opere che rischiano di essere definanziate e tra queste figurano il ponte sullo stretto di Messina, il tratto dell‘alta velocità Brescia-Treviglio e la strada statale Ragusana, riferisce una fonte del ministero delle Infrastrutture.

Il ponte sullo stretto potrebbe produrre nuove frizioni tra Matteoli e Tremonti anche per un‘altra ragione.

La manovra di luglio ha previsto nel 2012 il passaggio a titolo gratuito dall‘Anas al ministero dell‘Economia di tutte le partecipazioni nelle concessionarie e in più della società Stretto di Messina spa, esplicitamente citata. Ora Matteoli chiede di escludere dal riassetto Anas il Ponte sullo stretto, stando al documento intitolato “Misure per lo schema di decreto legge in materia di Infrastrutture e crescita: Disposizioni proposte dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, di cui Reuters possiede una copia.

Il decreto legge sullo sviluppo dovrebbe finire sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì 13 o venerdì 14 ottobre insieme con la legge di Stabilità.

Una fonte governativa ha riferito la scorsa settimana a Reuters che il governo esaminerà i due provvedimenti insieme perché la Legge di stabilità deve recepire gli effetti finanziari del decreto, il cui piatto forte sarà la cosiddetta Tremonti infrastrutture, la parziale defiscalizzazione di Irap e Ires per le concessionarie di grandi opere.

La partita sul decreto è tra l‘altro legata al piano complessivo di tagli da 7 miliardi nel 2012, 6 nel 2013 e 5 nel 2014 che la manovra impone ai ministeri, compresi i minori fondi Fas lamentati da Matteoli. Ciascun ministro avrebbe dovuto far pervenire nella giornata di ieri i capitoli di spesa da ridurre per centrare gli obiettivi ma sembra che i tempi siano ancora lunghi.

“Il termine del 4 ottobre è ordinatorio, non costituisce un vincolo formale”, dice una fonte governativa.

CONTINUA POLEMICA CONTRO TREMONTI SULLE ELEZIONI IN SPAGNA

Non si attenuano intanto le polemiche su Tremonti per il riferimento fatto ieri alle elezioni anticipate come fattore che ha contribuito a ridurre il rendimento dei titoli di Stato spagnoli rispetto ai titoli tedeschi.

“Come avete visto, in sede europea anche ai ministri più esperti capita di dire colossali fesserie: non so se siano lapsus freudiani o il riflesso di un pensiero”, ha detto il ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan intervenendo a un convegno sul diritto d‘autore.

“Non l‘ho interpretato. Voglio ben sperare che non ci siano riferimenti all‘Italia”, ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini.

Rispondendo ad una domanda sullo spread tra Spagna e Germania, inferiore a quello italiano, il ministro dell‘Economia ha detto ieri che ci sono diverse varianti da prendere in considerazione e, “nel caso della Spagna, potrebbe dipendere dall‘annuncio di elezioni e dalla prospettiva di un nuovo governo”.

Tremonti aveva però subito escluso un collegamento con la situazione italiana. “Ho detto così per dire,” ha risposto al cronista che a Lussemburgo gli chiedeva se si potesse applicare la stessa logica all‘Italia. In serata il Tesoro era tornato con due diverse note a smentire qualsiasi collegamento con il contesto politico di Roma.

(Alberto Sisto e Francesca Piscioneri)

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