4 ottobre 2011 / 12:27 / tra 6 anni

Euro si trova a un bivio, dice Saccomanni

ROMA (Reuters) - Il futuro dell‘euro come valuta internazionale e perfino regionale è a rischio a meno che non si proceda a un rafforzamento delle istituzioni che lo sostengono, secondo il direttore generale della Banca d‘Italia Fabrizio Saccomanni.

<p>Barrette di cioccolato incartate con fac-simili di euro . REUTERS/Heinz-Peter Bader</p>

“Il ruolo futuro dell‘euro dipende in gran parte da come usciremo dall‘attuale crisi”, si legge in un discorso preparato da Saccomanni per una cerimonia a Bruxelles in occasione dei cento anni dalla nascita dell‘economista belga Robert Triffin, che per primo mise in guarda rispetto al sistema di ancoraggio del dollaro all‘oro poi abbandonato nel 1971.

“Siamo a un bivio: o le istituzioni dell‘area dell‘euro vengono rafforzate e questo consente alla valuta unica di riconquistare la sua attrattiva e di diventare una vera valuta globale; o, se si permette alla crisi di acuirsi, perfino il ruolo dell‘euro come moneta regionale sarà messo in dubbio”.

Saccomanni si aspetta che nei prossimi decenni prevalga un sistema monetario multipolare che probabilmente richiederà un alto livello di cooperazione internazionale per evitare che la competizione tre due o più monete diventi un fattore di instabilità.

“Abbiamo bisogno di una maggiore capacità di cooperazione che significa avere una leadership politica efficace e istituzioni adeguate. Dall‘esperienza abbiamo imparato che la capacità e la volontà dei policy-makers nazionali di agire in modo cooperativo, anche in presenza di un rischio attuale ed evidente, non possono essere date per scontate”.

Nel discorso in inglese di 16 pagine il vice di Mario Draghi ammette che il G20 ha compiuto scarsi progressi sul campo del sistema monetario e che le riforme messe in cantiere sono in stallo per il prevalere delle preoccupazioni sul peggioramento del quadro economico.

“Il G20 non è riuscito a trasmettere messaggi rassicuranti ai mercati [...]. Discussioni esplicite sui tassi di cambio sono state un tabù e questo è un serio limite”, scrive Saccomanni, considerato il candidato favorito alla successione di Draghi.

TREGUA TRA MERCATI E GOVERNI PER RIDURRE DEBITI

Il banchiere centrale raccomanda una tregua tra mercati e governanti per arrivare a una ordinata riduzione dei debiti accumulati e a una significativa riforma del sistema monetario internazionale: i creditori concedono tempo in cambio dell‘impegno dei governi a politiche di rigore e alle riforme.

”C’è stato un eccesso di indebitamento sia pubblico che privato dell‘economia mondiale,“ ha spiegato Saccomanni osservando che l‘eccessivo indebitamento dei committenti di asset finanziari sta intaccando il valore degli stessi beni, tutti i beni e non solo delle valute di riserva come nel caso del ‘dilemma di Triffin’”.

“Ora i mercati chiedono un processo di riduzione di questo debito che non potrà che essere graduale e negoziato perchè una riduzione brusca dei livelli di debito pubblico e privato creerebbe una recessione catastrofica”, ha detto ancora Saccomanni.

Questa tregua, che può essere raggiunta solo all‘interno del G20, deve puntare innanzitutto a un rafforzamento della vigilanza multilaterale in capo al Fondo monetario internazionale.

L‘agenda deve includere, poi, “la creazione di un nuovo asset multilaterale di riserva, magari con un nome diverso da Dsp (i Diritti speciali di prelievo presso il Fmi), che diventi il bene sicuro che i mercati finanziari domandano e che potrebbe essere l‘ancora e lo standard di un sistema monetario internazionale più stabile”.

Altri punti fondamentali, l‘applicazione delle riforme delle regole finanziarie messe a punto dal Financial stability board presieduto da Draghi e dell‘agenda di Doha per preservare un sistema di scambi commerciali regolato e aperto.

Saccomanni si chiede in conclusione del suo discorso se una tale agenda possa risultare politicamente accettabile per i leader del G20.

“Probabilmente no - si risponde - ma potrebbe diventare presto l‘unica alternativa all‘attuale approccio lento e graduale alla riforma, se intendono evitare problemi maggiori per il sistema monetario e finanziario mondiale e per l‘economia mondiale”.

Giselda Vagnoni

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