27 settembre 2011 / 17:54 / tra 6 anni

Bpm, bozza: in governance poteri su strategie solo a Cdg

di Andrea Mandalà

MILANO (Reuters) - Il nuovo sistema di governance duale di Pop Milano al vaglio del decisivo Cda di oggi prevede la nascita di un consiglio di gestione con ampi poteri di indirizzo e strategia, composto da manager con esperienza e senza legami con la banca.

Al consiglio di sorveglianza, aperto anche ai fondi, viene lasciato il compito di supervisione e controllo e vengono introdotti anche forti ostacoli al passaggio tra Cds e Cdg, in linea con le indicazioni fornite dalla Banca d‘Italia di introdurre una chiara separazione tra chi gestisce e chi ha il controllo azionario.

Sono queste, in sintesi, le principali linee del nuova governance duale della banca milanese secondo quanto risulta dalla bozza dello statuto, datata 26 settembre, di cui Reuters ha ottenuto una copia.

Secondo una fonte vicina alla vicenda, rispetto alla bozza di ieri sera, “sono possibili ancora dei piccoli ritocchi, ma non significativi”.

Oltre alla governance, il Cda in corso è chiamato anche ad esaminare la proposta di aumento di capitale che secondo un‘altra fonte vicina alla vicenda è di 800 milioni di euro, inferiore all‘ammontare massimo previsto nella delega di 1,2 miliardi.

La borsa ha apprezzato le nuove indicazioni fornite sul nuovo schema di governo dell‘istituto milanese che lascia maggiore spazio di manovra al management. Il titolo ha infatti chiuso la seduta odierna con un rialzo di oltre il 12% a 1,605 euro, la migliore performance tra i titoli dell‘indice Ftse Mib balzato del 4,9%.

“Si tratta di dare maggiore autonomia al consiglio di amministrazione. Non si può modificare la struttura di voto capitario prevista dalla legge”, per le società cooperative, dice un analista londinese del settore bancario che preferisce non essere nominato.

CDG DI 5 MEMBRI, AL MASSIMO UNO PUO’ ESSERE DIPENDENTE

Al Cdg, si legge nella bozza, “spetta la gestione dell‘impresa” e pertanto alla sua esclusiva competenza è riservata “la definizione degli indirizzi generali programmatici e strategici della società e del gruppo”.

Tra gli altri compiti anche quello relativo alle operazioni di straordinaria amministrazione, ovvero “l‘assunzione o la cessione di partecipazioni che comportino variazioni del gruppo bancario”.

Il consiglio di gestione viene nominato dal consiglio di sorveglianza e sarà composto da cinque membri, di cui due di essi, tra cui il presidente, non dovranno essere esecutivi.

Nell‘ambito dei tre membri esecutivi viene introdotta la figura del consigliere delegato “che può anche essere nominato nella persona del direttore generale”.

Nei requisiti di ammissione al Cdg, previsti all‘art. 32 dello statuto, tutti i membri devono avere almeno cinque anni di esperienza nella gestione di banche, Sgr o compagnie assicurative o in società di altri settori purché quotate.

Almeno quattro membri devono avere maturato questa esperienza in società “non appartenenti al gruppo, e non devono essere dipendenti della banca o di altre società del gruppo”.

Nel nuovo statuto non viene fornita alcuna indicazione circa la qualifica di socio ai componenti del consiglio di gestione.

I componenti del Cdg non possono, inoltre, provenire dal consiglio di sorveglianza “prima che siano decorsi tre esercizi dalla cessione della carica”.

In questo modo si vuole creare una separazione netta tra i due consigli e costruire una barriera all‘ingresso nella gestione operativa per i membri del consiglio di sorveglianza, eletto all‘assemblea che vede la prevalenza degli Amici della Bpm, l‘associazione che riunisce i soci dipendenti della banca, espressione dei sindacati interni.

IN CDS PREVISTO INGRESSO DEI FONDI

Il Cds è composto da 17 membri (tra i quali presidente e due vicepresidenti) che può salire a 19 con l‘ingresso dei rappresentanti del Fondazione CR Alessandria e Credit Mutuel.

I componenti del Cds, oltre ad essere soci della banca, devono avere un‘esperienza di almeno tre anni nell‘amministrazione di banche, Sgr, assicurazioni o in altre società “purchè con un fatturato superiore al miliardo...o con azioni negoziate in un mercato regolamentato italiano o estero”.

L‘articolo 47 aggiunge che possono tuttavia essere eletti candidati senza questi requisiti di esperienza “purchè siano o siano stati professori universitari...ovvero siano stati insigniti di alte onorificienze dello stato”.

Riguardo all‘elezione del Cds, nel caso di presentazione di una lista dei fondi, vengono previsti due posti ”a condizione che abbia ottenuto un numero di voti non inferiore al 5% dei voti complessivamente espressi ovvero, in alternativa, che abbia ottenuto un numero di voti rappresentativi di almeno il 2% del capitale sociale

- Ha collaborato Stephen Jewkes

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