22 settembre 2011 / 17:39 / tra 6 anni

Edison, due ipotesi, A2A potrebbe rilevare Edipower

di Giancarlo Navach

MILANO (Reuters) - Da oggi i soci italiani di Edison hanno due ipotesi sul tappeto per tentare di convincere i francesi di Edf a definire i termini del riassetto di Foro Buonaparte

E’ quanto emerso dalla doppia riunione dei consigli di gestione e di sorveglianza di A2A, oggi, ai quali è seguito il Cda di Delmi, la holding che raggruppa i soci italiani nel secondo produttore di energia elettrica del Paese che hanno esaminato senza deliberare le due ipotesi.

Da un lato rimane l‘ipotesi, bloccata a marzo scorso dal ministro dell‘Economia italiano, che vede i francesi in maggioranza assoluta in Edison e gli italiani raggruppati in Delmi in minoranza. Le nove centrali di Edipower (50% Edison, 20% A2A, 10% Iren e 20% Alpiq) verrebbero spacchetate fra tutti gli azionisti.

Dall‘altro entra ufficialmente nella partita - e questa è la novità di oggi - il cosidetto “lodo Zuccoli”. Ovvero l‘ipotesi che sia A2A a rilevare interamente la quota del 50% detenuta da Edison in Edipower, che porterebbe in dote almeno quattro centrali alla superutility lombarda. Da capire cosa succederebbe in questo caso a Edison: se Delmi resterebbe o meno in minoranza nel capitale. L‘ipotesi di marzo preve comunque una via di uscita certo dei soci nei confronti di Edf a tre anni.

L‘operazione, nelle intenzioni del suo promotore, il presidente del consiglio di gestione Giuliano Zuccoli, sarebbe finanziata da A2A, senza chiedere “aiuto” ad Acea o a una fantomatica cordata italiana.

“Le proposte sono ben chiare, due scenari: da un lato quello di marzo, dall‘altro quello di Edipower tutta rilevata da A2A. La seconda soluzione è evidente che costa di più e l‘abbiamo ipotizzata con risorse proprie, anche se poi bisogna trovarle”, ha detto, al termine dei consigli, il vicepresidente del CdS, Rosario Bifulco. Il manager, insieme al presidente del CdS Graziano Tarantini, sta seguendo da vicino la partita per conto degli azionisti di A2A.

Per il 27 di settembre è stata fissata una nuova riunione del CdG, mentre il giorno dopo sarà la volta del CdS che dovrà deliberare quale delle due opzioni portare avanti nella trattativa con i francesi.

Nel frattempo fra lunedì e martedì si dovrebbe svolgere il nuovo incontro fra il ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, e il numero uno di Edf, Henri Proglio. Sulla base della risposta dei francesi ci sarà la decisione finale anche degli italiani. Fonti vicine a Delmi, sottolineano, tuttavia che la riunione potrebbe anche slittare a mercoledì, a valle dei due consigli di A2A, in modo da avviare il negoziato con una proposta definita.

“Le due soluzioni sono state presentate dal direttore generale, Renato Ravanelli e da Zuccoli. E tali restereanno fino al consiglio del 28. In questi giorni ci saranno gli approfondimenti e poi si deciderà”, ha aggiunto Bifulco.

Nel dettaglio, la soluzione Zuccoli trasformerebbe Edipower, proprietaria di 9 centrali che producono 7.600 mw di energia l‘anno, in un gruppo a maggioranza italiana.

A marzo 2002 quando fu privatizzata, l‘ex genco dell‘Enel fu rilevata dagli attuali soci con un esborso di circa 3,1 miliardi di euro. Le più recenti valutazioni degli analisti sostengono che il 50% di Edipower, corrispondente ad almeno quattro centrali, valga intorno agli 1,3 miliardi.

Bisogna vedere quale delle due opzioni i francesi saranno disposti ad accettare. Nel caso a prevalere fosse la seconda, si ritroverebbero con una Edison molto più piccola, priva di almeno quattro centrali di Edipower.

Interpellato a margine di un convegno, Zuccoli si è limitato a dire che “la questione è talmente complessa che non si escludono delle tarature o messe a punto... il problema vero è che siamo una compagine molto variegata e difficile”. Il manager ha parlato addirittura di tre ipotesi sul tappeto, “c’è la 1, la 1A e la B. La prima è quella di marzo, che gira attorno all‘arroccamento di A2A sull‘idroeletrico con il termoeletrico ceduto a Edison, poi quella di una cordata italiana per Edipower che a trasformi in un grande operatore italiano”.

Un punto comunque è certo, dopo i consigli di oggi i manager sembrano avere ritrovaro l‘armonia. Dice Franco Baiguera, presidente di Delmi, “nel consiglio c‘erano state delle divergenze ma ci siamo riappacificati. Il consiglio è molto unito”.

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