12 settembre 2011 / 10:21 / 6 anni fa

Italia, Ue vede deficit a 4% e debito a 120,3% in 2011

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Tony Gentile</p>

MILANO (Reuters) - La Commissione europea vede per l‘Italia un deficit al 4% e il debito a 120,3% nel 2011, mentre nel 2012 prevede un disavanzo in calo al 3,2% e un debito a 119,8%.

I dati sono contenuti nel Rapporto sulle finanze pubbliche 2011 reso noto oggi dalla Commissione europea.

Per riportare il debito pubblico al 60% del Pil, come richiede il Trattato di Maastricht, nell‘arco dei prossimi 20 anni l‘Italia dovrà realizzare un aggiustamento “significativo”, ma inferiore a quello richiesto a Irlanda, Grecia, e anche a Gran Bretagna, Spagna e Francia.

Lo sostiene il documento della Commissione.

“Uno sforzo di consolidamento significativo, superiore a 5 punti percentuali del Pil, sarebbe necessario per Italia, Paesi Bassi, Ungheria, Austria e Belgio” si legge nella sezione del documento dedicata all‘aggiustamento dell‘avanzo primario strutturale necessario da qui al 2030 per riportare il debito al 60% del Pil.

In media per tutti i paesi dell‘Ue lo sforzo richiesto è di 5,3 punti percentuali, mentre per un altro gruppo di paesi tra cui Irlanda, Grecia, Gran Bretagna, Spagna e Francia il consolidamento richiesto è di “almeno 6 punti percentuali”.

La proiezione sul deficit greco è di 9,5% quest‘anno e 9,3% il prossimo, accompagnati da un debito pubblico pari rispettivamente a 157,7% e 166,1% del Pil.

A livello aggregato di zona euro, il disavanzo è proiettato a 4,3% quest‘anno e 3,5% il prossimo, mentre le indicazioni sul debito sono pari a 87,9 per il 2011 e 88,7 sul 2012.

La strategia europea in materia di consolidamento dei conti pubblici, scrive ancora il documento della Commissione, non è in alcun modo messa in causa dalle tensioni che affliggono i mercati finanziari. “L‘approccio europeo di un consolidamento di bilancio differenziato e graduale resta valido di fronte alle persistenti turbolenze sui mercati e all‘elevato grado di incertezza sul ritmo della ripresa” si legge in un comunicato del commissario per gli Affari economici e finanziari Olli Rehn.

La Commissione non lavora affatto sullo scenario di un default greco, risponde poi Rehn in occasione del briefing con la stampa.

“Gli Stati membri attualmente sotto pressione sui mercati devono continuare a perseguire i propri obiettivi di bilancio e se necessario adottare misure aggiuntive. I Paesi che hanno invece ancora margine di manovra devono lasciare agire gli stabilizzatori automatici per controbilanciare gli effetti del rallentamento della ripresa” conclude il testo dell‘esecutivo Ue.

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