12 settembre 2011 / 07:26 / tra 6 anni

Btp chiudono in calo, spread oltre 380 pb dopo Bot

MILANO (Reuters) - Chiusura col segno meno per i benchmark italiani, col mercato che, dopo il balzo del rendimento del Bot a un anno oltre il 4% all-asta di oggi, guarda ai collocamenti di domani sul medio-lungo con estrema attenzione. Lo spread di rendimento sul Bund è di nuovo in allargamento, oltre la soglia di 380 punti base.

<p>Spread Btp/Bund apre a 380 punti, rendimento 10 anni a 5,53%.REUTERS/Kim Kyung-Hoon</p>

“L‘attenzione è concentrata sulle aste a medio-lungo di domani, sui mercati regna una certa tensione” dice una trader. “Il mercato è altamente volatile con un allargamento dello spread particolarmente marcato: l‘Italia è il paese che oggi ha fatto peggio in termini di differenziale”.

L‘asta ha luogo in un contesto piuttosto negativo, osserva una nota di Unicredit. “Tuttavia, le prospettive sono in qualche modo migliori rispetto a qualche settimana fa, con l‘Italia di nuovo in carreggiata con le misure di austerità. Inoltre i rimborsi (14,5 miliardi del vecchio 5 anni che scade il 15 settembre) e gli acquisti Bce dovrebbero sostenere la domanda in asta” si legge nella nota.

“Il nuovo cinque anni gira con forte sconto sul grey-market rispetto all‘aprile 2016. Riusciranno sicuramente a emettere l‘ammontare in programma, magari con bid-to-cover più bassi della media, c’è molta cautela da parte degli investitori” dice Alessandro Giansanti, strategist a Ing.

Il mercato non vede insomma problemi in termini di copertura, sono piuttosto i livelli dei tassi a spaventare, dopo i risultati d‘asta visti stamane sui titoli a brevissimo.

“Sui quantitativi io mi aspetto un collocamento vicino ai massimi” dice un altro trader.

“In termini di copertura non ci sono problemi, quello che fa paura sono i tassi. I titoli off-the-run sono quelli comprati dalla Bce e sono stati chiesti degli operatori quindi questo fara sì che ci sia domanda. Credo che il grosso della concessione pre-asta ci sia stato, se dovesse scendere ancora il prezzo il rendimento d‘asta comunque dovrebbe collocarsi in una forchetta 5,25-5,35” dice.

In termini di spread, l‘Italia secondo la prima trader, è sì penalizzata dal primario, ma anche da un effetto prolungato dell‘annuncio di dimissioni dato venerdì da Jurgen Stark, membro dell‘esecutivo Bce, per divergenze interne all‘istituto di Francoforte sul programma di acquisto bond.

“Pesano le dimissioni di Stark che comportano il timore che cessino gli acquisti di carta italiana da parte della Bce” dice la trader.

Il differenziale fra i tassi dei decennali di riferimenti italiano e tedesco è oscillato oggi fra i 372,5 e i 385,4 punti base, secondo i dati Tradeweb. Il picco segnato oggi è più alto toccato da lunedì 8 agosto, quando è partito l‘intervento della Bce a sostegno dei titoli italiani.

Sono livelli che secondo Giansanti “ci stanno riavvicinando alla soglia di pericolo”, indendendo i 400 punti base.

Il Tesoro Italiano ha collocato stamane gli 11,5 miliardi di Bot a 3 e 12 mesi offerti. Il titolo a 91 giorni è stato collocato per 4 miliardi con un rendimento dell‘1,907% e un bid-to-cover pari a 1,859.

L‘elemento di rilievo delle aste di oggi è quindi il significativo incremento dei tassi, “difficile da sostenere nei prossimi collocamenti” secondo Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

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