8 settembre 2011 / 11:49 / tra 6 anni

Bce ferma su tassi, peggiorano prospettive crescita

MILANO (Reuters) - Confermati come ampiamente scontato a 1,5% i tassi di riferimento per la zona euro, livello su cui sembrano destinati a rimanere ancora a lungo in considerazione del nuovo scenario per crescita e prezzi su cui ragiona oggi l‘istituto centrale di Francoforte.

<p>La bandiera dell'Europa sventola davanti alla sede della Bce a Francoforte. REUTERS/Ralph Orlowski</p>

Al penultimo appuntamento davanti alla stampa al termine del consiglio mensile di politica monetaria, Jean-Claude Trichet appare disteso e non intende “drammatizzare” né sulle prospettive economiche né sull‘eventuale carenza di liquidità delle banche europee ma non usa certo mezze parole.

“Prevediamo per la zona euro una crescita economica modesta, soggetta a elevata incertezza e a intensificati rischi al ribasso” è uno dei primi messaggi per la stampa.

A parlare chiaro sono del resto i numeri: le proiezioni trimestrali dello staff vedono ora per il Pil 2011 una forchetta di 1,4-1,8 rispetto al precedente 1,5-2,3, con un punto medio che passa da 1,9% a 1,6% e per la crescita dell‘anno prossimo un ventaglio di 0,4-2,2 da 0,6-2,8 (da 1,7% a 1,3%).

Molto diverso invece lo scenario previsto per l‘inflazione, destinata a rimanere oltre 2% nei mesi a venire per poi però tornare al di sotto del paletto Bce già con l‘anno nuovo.

Tornando ai numeri, la stima dello staff è confermata rispetto a giugno sul 2011, per cui indica 2,5-2,7, e si porta a 1,1-2,2 da 1,1-2,3 per l‘anno prossimo.

Pur parlando della “crisi peggiore dai tempi della seconda guerra mondiale”, il numero uno Bce si guarda bene dal fare alcun esplicito riferimento a un allentamento della politica monetaria, definendola “ancora accomodante” pur in presenza di alcuni effettivi “irrigidimento” del credito.

Il messaggio ai mercati è quindi piuttosto chiaro: sì a misure standard e non standard a sostegno della liquidità e delle banche, sì al proseguimento del programma di acquisto di governativi sul secondario finché non sarà operativo il fondo salva-stati Efsf ma no a un taglio dei tassi.

Si dovrà probabilmente aspettare per lo meno l‘arrivo di Mario Draghi a novembre - sostengono i ribassisti.

Le parole del presidente Bce hanno in un primo momento messo le ali al Bund tedesco, favorito dal passaggio a un orientamento di politca monetaria più neutrale, a detta di alcuni addirittura prossimo al ribassista, che riduce però la risalita di fronte alla buona performance dei listini di borsa.

Ben diversa la reazione del secondario periferico, come esprime l‘allargamento del differenziale si rendimento Italia/Germania sul tratto a dieci anni.

“Trichet ha fatto capire che nell‘Europa periferica i problemi strutturali hanno radici talmente profonde, per cui poco può fare la leva dei tassi” ipotizza un operatore.

Economista capo per la zona euro a UniCredit, Marco Valli definisce “previsto” il radicale cambiamento della retorica Bce rispetto al mese scorso, quando il mercato ancora tendeva a scommettere su una nuova stretta.

“A nostro paese il tono di Trichet è divenuto neutrale” scrive in una nota.

“Di fronte a un grado di incertezza straordinariamente elevato, il prossimo intervento sui tassi può avvenire in entrambe le direzioni. Prevediamo però che invece di optare per un taglio dei tassi la banca centrale preferirà fare maggior ricorso a misure non-standard” aggiunge.

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