7 settembre 2011 / 17:29 / tra 6 anni

Derivati Prov. Pisa, Cons.Stato rimanda a giudice amm.

FIRENZE (Reuters) - La competenza sugli atti amministrativi relativi alla ristrutturazione del debito della Provincia di Pisa è della giustizia amministrativa e non di quella ordinaria. E se la giustizia amministrativa deciderà per la validità dell‘annullamento dell‘atto amministrativo decadrà anche il relativo contratto firmato nel 2007.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato con una sentenza depositata oggi martedì 7 settembre relativa alla Camera di Consiglio dello scorso 17 maggio.

Oggetto della disputa l‘operazione di ristrutturazione del debito della Provincia tradottasi in un bond da 95,5 milioni e due derivati di copertura. La Provincia ha denunciato la presenza di costi occulti nell‘operazione.

“La questione della legittimità degli impugnati provvedimenti dell‘amministrazione provinciale di Pisa che, in quanto espressione del potere amministrativo di autotutela, rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo” spiega il Consiglio di Stato nella sentenza.

Per quanto riguarda il legame tra atto amministrativo e contratto con le banche “in virtù della stretta consequenzialità tra l‘aggiudicazione della gara pubblica e la stipula del relativo contratto, l‘annullamento giurisdizionale ovvero l‘annullamento a seguito di autotutela della procedura amministrativa comporta la caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato” scrive il Consiglio di Stato, ravvisando una fattispecie di “simul stabunt, simul cadent”.

GIUDIZIO FAVOREVOLE AD ENTI LOCALI

La sentenza indirizza così la disputa giudiziaria tra la Provincia di Pisa e Depfa Bank e Dexia Crediop, le banche con cui ha firmato il contratto di ristrutturazione del proprio debito, verso la giustizia amministrativa italiana e non verso quella ordinaria inglese come chiedevano le banche.

La sentenza era molto attesa da molti enti locali italiani e da banche d‘affari internazionali che hanno curato per loro derivati. I primi in alcuni casi hanno annullato gli atti amministrativi relativi ai contratti e/o hanno portato davanti alla giustizia italiana le banche. Per queste ultime invece il riferimento, come previsto dai contratti, deve essere quello della giustizia anglosassone.

Il Consiglio di Stato ha riunito i ricorsi in appello - quello di Depfa Bank e di Dexia Crediop contro la Provincia di Pisa e quello della Provincia contro le due banche - e si è pronunciato per la riforma delle precedenti sentenze emesse dal Tar della Toscana nel novembre 2010 e nel gennaio 2011 sul tema dell‘annullamento in autotutela degli atti amministrativi da parte della Provincia.

A gennaio il Tar toscano aveva respinto il ricorso con cui la Provincia di Pisa chiedeva di dichiarare inefficace un contratto in derivati siglato con Dexia Crediop, mentre a novembre 2010 aveva bocciato il ricorso di Dexia-Crediop e Dexia Bank contro il procedimento di autotutela avviato dalla Provincia. Il Tar, nel riconoscere la validità del procedimento di autotutela, aveva però sottolineato che questo non comportava di per sé la perdità di efficacia del contratto e aveva stabilito che questa decisione spettava solo “al giudice competente a conoscere dell‘esecuzione del contratto”.

La Provincia di Pisa aveva proceduto con i due istituti nel 2007 a una ristrutturazione del debito che prevedeva la sottoscrizione di bond da 95,5 milioni di euro e la sigla di operazioni in derivati a copertura del rischio di tasso.

Nel giugno 2009 l‘amministrazione provinciale aveva sospeso i pagamenti rateali per poi deliberare l‘annullamento del contratto a causa di costi impliciti dell‘operazione, mossa contestata dalle banche il cui ricorso è stato però respinto dal tribunale amministrativo toscano.

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