7 settembre 2011 / 14:48 / tra 6 anni

Bce, finanziamenti agosto a banche italiane a 85,1 mld

MILANO (Reuters) - Le banche italiane nel mese di agosto avevavno in essere finanziamenti dalla Bce per un ammontare poco più alto rispetto a quello chiesto nel mese precedente dopo il raddoppio visto tra luglio e giugno.

<p>Bce, finanziamenti agosto a banche italiane a 85,1 mld. REUTERS/Bernadett Szabo</p>

I finanziamenti in euro chiesti dalle banche italiane in occasione delle operazioni di politica monetaria della Bce (che agisce con il tramite delle banche centrali nazionali, quindi, per l‘Italia, della Banca d‘Italia) sono saliti a 85,1 miliardi alla fine di agosto dai 80,487 miliardi di euro di fine luglio.

Lo mostrano i dati contenuti nel supplemento al bollettino statistico bilancio pubblicato ogg dalla Banca d‘Italia.

Il dato è coerente con l‘andamento mostrato dal mercato monetario della zona euro in generale da oltre un mese, il quale mostra un deciso calo degli scambi, l‘utilizzo da parte delle banche della zona euro quasi esclusivamente delle operazioni di finanziamento per la raccolta di liquidità e il successivo deposito quotidiano della liquidità in eccesso sui conti o/n della Bce, remunerati allo 0,75%.

“Il dato è risultato di poco superiore a quello del mese precedente. Il salto lo ha fatto tra giugno e luglio, riflettendo le tensioni che si sono verificate sul mercato della liquidità per le banche a causa della crisi di debito sovrano” dice Giuseppe Maraffino di Barclays Capital. “Non è un fattore legato alle sole banche italiane: le tensioni hanno contratto il mercato della liquidità per le banche di tutti i paesi della zona euro”.

Anzi, bisogna dire che, “a differenza di Portogallo e Grecia, il mercato monetario per l‘Italia è ancora aperto, seppur a condizioni più gravose, mentre per quei paesi è del tutto chiuso” precisa Maraffino. “E’ chiaro che, in un mercato contratto, l‘utilizzo dei finanziamenti della Bce è la strada più semplice e a volte più conveniente”.

“Il dato non mi stupisce molto: il mercato monetario è contratto e il ricorso ai finanziamenti alla Bce è la strada più semplice da seguire” dice Luca Cazzulani, strategist di Unicredit. “Il problema non è solo per le banche italiane: è generalizzato per tutti i paesi. Il dato di oggi si può valutare come una stabilizzazione, considerato che ci può essere stata anche una raccolta precauzionale”.

Occorre considerare per altro che le banche italiane, a differenza di quelle di altri paesi, hanno una forte capacità di funding attraverso la loro rete di sportelli.

Nello spaccato del dato di oggi della Banca d‘Italia si nota che è aumentata la richiesta di liquidità per scadenza lunghe, da uno a sei mesi, tenendo anche conto che ad agosto c’è stata l‘operazione speciale a sei mesi. Si tratta delle stesse che si trovano con più difficoltà sul mercato monetario in generale.

“Il problema è generale, non si può attribuire solo alle banche italiane o alla debolezza della loro capitalizzazione” dice Maraffino.

Unicredit nei giori scorsi ha reso noto di avere già raccolto il 95% della sua necessità di funding 2011, mentre a inizio agosto Intesa Sanpaolo aveva già raccolto oltre l‘80% delle sue necessità annue.

Al momento, oltre all‘Italia, solo il Portogallo ha reso noto il dato di agosto, con un ammontare raccolto ai finanziamenti Bce per 46 mld dai 44 di luglio, poco sotto il massimo registrato ad aprile scorso di 48 mld e lontano dai 15 miliardi di maggio dello scorso anno, quando si è acutizzata la crisi greca.

L‘Italia a maggio dello scorso anno aveva raccolto circa 25 miliardi.

(Gabriella Bruschi)

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