5 settembre 2011 / 14:26 / 6 anni fa

Banche, Uilca e Fabi non applicheranno deroga art. 18

MILANO (Reuters) - La Uilca, sigla sindacale che fa capo alla Uil per il settore bancario, e il sindacato autonono Fabi considerano la proposta di una deroga all‘articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori - contenuta in un emendamento alla manovra - “strumentale e sbagliata” e si impegnano a non attivare alcuna deroga nelle aziende e nei territori in cui opera.

In sede Uilca la decisione verrà ratificata e deliberata dalla prossima Direzione Nazionale convocata per il 12 settembre, mentre la delibera della Fabi avverrà alla prossima riunione del Comitato direttivo centrale della Fabi.

Uno degli emendamenti alla manovra approvato dalla Commissione Bilancio del Senato prevede che i contratti di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale operano anche in deroga alle disposizioni di legge e alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionale. Tra le materie per le quali è possibile una deroga alla legge e ai contratti nazionali figura anche il licenziamento.

L‘efficacia di queste intese di prossimità è subordinata all‘assenso della maggioranza dei sindacati considerati più rappresentativi sia a livello nazionale che locale.

“Questa operazione inserisce in un provvedimento di finanza pubblica un intervento in materia di lavoro, che non ha alcuna attinenza con la necessità di sistemare i conti dello Stato e nemmeno con eventuali obiettivi di crescita, peraltro completamente esclusi in tutti i passaggi della manovra del governo”, si legge nella nota Uilca.

“Una seria e responsabile discussione su come trovare soluzioni che favoriscano la creazione di nuova occupazione stabile, incontrando le esigenze delle imprese senza togliere diritti ai lavoratori e superando il precariato, andrebbe eventualmente svolta nelle sedi opportune, con i corretti metodi di confronto tra le parti sociali”, conclude la nota.

Per la Fabi “è venuto a mancare un serio e costruttivo confronto tra le parti sociali per trovare idonee soluzioni che favorissero la nuova occupazione e contemporaneamente dessero risposte alle esigenze degli istituti di credito”, si legge un un comunicato della segreteria nazionale.

“Si sono volute imporre soluzioni che finiranno per aumentare il contenzioso legale nelle aziende, che non porteranno flessibilità e che genereranno soltanto confusione e discriminazione”.

(Gianluca Semeraro)

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